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Quando il salotto buono diventa terra di nessuno: l'ombra della paura su Viale XX settembre

È una strana sensazione quella che si respira camminando lungo i viali alberati che un tempo rappresentavano il salotto buono del passeggio cittadino. C’è stato un momento, non troppo lontano nel tempo, in cui la preoccupazione più grande di chi frequentava queste zone all'imbrunire era trovare un tavolino libero per l'aperitivo o fare la fila per…
 |  Denis Locoselli  |  Editoriali
È una strana sensazione quella che si respira camminando lungo i viali alberati che un tempo rappresentavano il salotto buono del passeggio cittadino. C’è stato un momento, non troppo lontano nel tempo, in cui la preoccupazione più grande di chi frequentava queste zone all'imbrunire era trovare un tavolino libero per l'aperitivo o fare la fila per un gelato. Oggi, invece, l'atmosfera è cambiata, densa di una strisciante inquietudine che si accende non appena i negozi abbassano le saracinesche e i lampioni iniziano a proiettare ombre lunghe sul selciato.
 
I recenti fatti di cronaca, culminati in una sequenza ravvicinata di episodi violenti, aggressioni e tentate rapine consumate nel buio, hanno inferto un duro colpo alla percezione di sicurezza dei cittadini. Non si parla più di semplici schiamazzi notturni o del folklore molesto legato all'eccesso di alcol, problemi da sempre legati alle zone della movida. Qui si assiste a un salto di qualità della criminalità di strada, dove la spregiudicatezza degli aggressori sembra non farsi più frenare dalla presenza di passanti o dalla vicinanza ai palazzi residenziali. Finire nel mirino di malintenzionati armati o subire imboscate nei pressi dei portoni di casa è diventato uno scenario fin troppo reale.
 
Questo clima di tensione sta inevitabilmente modificando le abitudini di chi il Viale lo vive ogni giorno. I residenti si interrogano sulla rapidità con cui il degrado ha guadagnato terreno, mentre i commercianti guardano con preoccupazione alle ripercussioni sul lungo periodo. Se una passeggiata pedonale comincia a fare paura, il rischio è che le persone scelgano di disertarla, lasciando spazio proprio a chi quel territorio vuole sottrarlo alla legalità. Per frenare questa deriva non basteranno le pur necessarie indagini per assicurare i responsabili alla giustizia; servirà una risposta strutturata, capace di restituire a questa storica arteria cittadina la sua vocazione originaria: un luogo d'incontro sicuro, vivo e aperto a tutti.
 
Denis Locoselli
Direttore Responsabile "Il Meridiano di Trieste e Gorizia"
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