Skip to main content

RADIO IL MERIDIANO - L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO

In diretta / On air
RADIO IL MERIDIANO
DAB canale 9B · 204,640 MHz
▶ ASCOLTA LA DIRETTA  ·  L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO  ·  DAB CANALE 9B  ·  ▶ ASCOLTA LA DIRETTA  ·  L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO  ·  DAB CANALE 9B  · 

L’Epifania dei Pignarûi, quando la tradizione divampa

Ogni anno, fra il 5 e il 6 gennaio, le notti della nostra regione si accendono nella magia dei Pignarûi, grandi falò di legna, fieno e ramaglie secche incendiati al calar della sera e lasciati a consumare e ardere nella notte. La tradizione li vuole legati al culto del dio protoceltico Belanu o Baleno, come è anche conosciuto, antica divinità del…
 |  Redazione  |  Eventi

Ogni anno, fra il 5 e il 6 gennaio, le notti della nostra regione si accendono nella magia dei Pignarûi, grandi falò di legna, fieno e ramaglie secche incendiati al calar della sera e lasciati a consumare e ardere nella notte.

La tradizione li vuole legati al culto del dio protoceltico Belanu o Baleno, come è anche conosciuto, antica divinità della luce, del fuoco, ma anche della temperatura e della guarigione e che, per tanto, aveva potere sulle stagioni, sui raccolti e sul bestiame. A lui venivano rivolti i riti propiziatori antichissimi in veste di fuochi epifanici, riti giunti fino a noi attraverso secoli di tradizione, filtrata dalla cristianità e declinata in modi differenti nel nostro territorio.

Così se Tarcento, Gemona e Cividale, possono essere considerate le orgogliose “capitali” di questa “liturgia del fuoco”, che ancora profuma di Natale, in numerosissimi centri, dalle Alpi al mare, questi suggestivi roghi bruciano il vecchio e purificano il nuovo in cerimonie e modalità differenti.

Il 5 gennaio, ad Ariis, per esempio, viene acceso un falò galleggiante sul fiume Stella, nei pressi del quale arriva la Befana con dolciumi per i bambini, a Paularo e Arta si dà alle fiamme la Fèmenate, cioè la strega o donnaccia, un fantoccio a forma di rombo che simbolicamente rappresenta guerre, alluvioni, invidie e tutti gli eventi infausti scongiurati grazie al rito e a Lignano Sabbiadoro, in riva al mare, poco lontano dal Presepe di Sabbia, viene acceso un altissimo fuoco epifanico concomitante all’arrivo della Befana per i più piccoli e del vin brulè per tutti gli altri.

Dal 5 al 6 gennaio, invece, ad Aquileia c’è la Cabossa, un falò modernizzato al ritmo di concerti e street food e nella già menzionata Gemona del Friuli, con l’Epifania del Tallero, si fa rivivere ogni anno il rito medioevale della consegna del dono, cioè, appunto il tallero.

Particolarmente suggestivo il programma atteso a Tarcento, non a caso uno dei luoghi simbolo di questa tradizione: nella giornata di venerdì 5 gennaio, al tramonto, i “pignarulârs”, gli uomini addetti alla costruzione delle cataste e delle pire, si troveranno sul palco della rievocazione storica per ricevere dal “Vecchio Venerando”, figura carismatica un po’ nonno, un po’ narratore e saggio, il fuoco per l’accensione.

Seguirà poi la spettacolare corsa dei carri infuocati dove i rappresentanti delle varie borgate si cimenteranno nella conquista del “Palio dei Pignarulârs”.

L’accensione del “Pignarûl” avverrà nel pomeriggio dell’Epifania, sia quello grande di Coja, sia quelli disseminati nella conca tarcentina: il Vecchio Venerando, circondato dai bimbi presenti, inviterà tutti a seguirlo per accendere il “Pignarûl Grant”, da cui, osservando attentamente la direzione del fumo, trarrà gli auspici per il nuovo anno.

E allora guardiamo anche noi al nuovo anno con la forza, la speranza e la purezza dei Pignarui, fiduciosi nella direzione benaugurante del fumo.

Martina D’Adamo

I NOSTRI PARTNER COMMERCIALI E I NOSTRI FORMAT

Parole chiave: Friuli
Visite: 1366