LE VIE DELLE FOTO Tra i Legni del Bar Haiti e il Vento della Steppa: Il Viaggio di Pietro Laddomada
C’è un momento, nel cuore pulsante di via San Lazzaro, in cui il brusio della città sfuma. Accade varcando la soglia del Bar Haiti, dove il calore del legno e l’atmosfera da "porto sicuro" accolgono oggi un ospite d'eccezione: il reportage analogico di Pietro Laddomada.
Non è solo una mostra fotografica; è una collisione poetica. Da un lato…
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C’è un momento, nel cuore pulsante di via San Lazzaro, in cui il brusio della città sfuma. Accade varcando la soglia del Bar Haiti, dove il calore del legno e l’atmosfera da "porto sicuro" accolgono oggi un ospite d'eccezione: il reportage analogico di Pietro Laddomada.
Non è solo una mostra fotografica; è una collisione poetica. Da un lato la Trieste cosmopolita, quella degli aperitivi che segnano il ritmo della giornata; dall'altro l’immensità rarefatta delle steppe mongole e kazake, dove il tempo è dettato dal volo delle aquile e dal ciclo delle stagioni. Laddomada ci porta lì, tra i cacciatori della Mongolia occidentale, non con la rapidità predatoria del digitale, ma con la solennità riflessiva della pellicola.
L'accostamento è quasi provocatorio: sorseggiare un Margarita, simbolo della mixology internazionale, circondati da volti segnati dal sole e tradizioni millenarie. Eppure, funziona. La grana delle immagini analogiche sembra vibrare nella penombra del locale, trasformando il rito dell'aperitivo in un momento di contemplazione quasi sacrale.
Il Bar Haiti si conferma così non solo un luogo di passaggio, ma un presidio culturale capace di accorciare le distanze tra il Golfo e il cuore dell'Asia Centrale.
Parole chiave: Trieste
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