Strassoldo rinnova l'antico rito delle Rogazioni di San Marco

Lo scorso 25 aprile, la parrocchia di Strassoldo ha riportato in vita uno dei riti più suggestivi della Comunità Pastorale Bassa Friulana: le Rogazioni di San Marco. In un connubio perfetto tra fede e amore per il territorio, la cittadinanza si è riunita all'alba per rinnovare la tradizionale benedizione dei campi, un gesto che ancora oggi racconta il legame indissolubile tra l'uomo e la terra.
L'appuntamento ha preso il via alle ore 7:00 presso la storica chiesetta di San Marco, situata nel complesso del Castello di Sotto. Da questo luogo intriso di storia, il corteo guidato da don Gioacchino Raugna, noto a tutti come don Chino, si è incamminato lungo i sentieri del parco del castello, tra specchi d'acqua e prati in fiore. Durante la processione, l'atmosfera raccolta è stata scandita dal canto delle litanie e dall'antica invocazione "A peste, a fame, a bello libera nos Domine", una supplica che attraversa i secoli per chiedere protezione per i frutti della natura e per la pace tra i popoli.
Queste Rogazioni "maggiori", celebrate proprio nel giorno dedicato all'Evangelista, non sono state soltanto una ricorrenza liturgica, ma un potente momento di aggregazione che ha saputo coinvolgere diverse generazioni. Il percorso si è poi concluso laddove era iniziato: rientrati alla chiesetta di partenza, i fedeli hanno partecipato alla Santa Messa delle ore 8:00 presieduta da don Chino. L'evento ha dimostrato come le radici contadine di Strassoldo siano ancora profonde, capaci di trasformare una memoria antica in una testimonianza comunitaria presente, autentica e condivisa.
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