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Trieste celebra la storia marittima: inaugurata al Museo del Mare la mostra sui navigli dell'Adriatico e dello Ionio

Si sono aperte ufficialmente questa mattina, giovedì 30 luglio 2026, le porte della mostra internazionale "Navigli dell'Adriatico e dello Ionio in Età Moderna (1650-1850)". La cerimonia di inaugurazione, tenutasi alle ore 11:00 nella suggestiva cornice del Magazzino 26 in Porto Vecchio (Porto Vivo), ha visto la partecipazione di Patrizia Fasolat…
 |  Denis Locoselli  |  Cultura
Si sono aperte ufficialmente questa mattina, giovedì 30 luglio 2026, le porte della mostra internazionale "Navigli dell'Adriatico e dello Ionio in Età Moderna (1650-1850)". La cerimonia di inaugurazione, tenutasi alle ore 11:00 nella suggestiva cornice del Magazzino 26 in Porto Vecchio (Porto Vivo), ha visto la partecipazione di Patrizia Fasolato, responsabile dei Musei Scientifici di Trieste, e di Andrea Bonificio, conservatore del Civico Museo del Mare.
 
Con il tradizionale taglio del nastro, la città ha dato il via a un importante appuntamento culturale che, fino al prossimo 20 settembre, svelerà al pubblico due secoli di fitte rotte commerciali, sfide quotidiane e scambi culturali tra le diverse sponde del Mediterraneo orientale. Il percorso espositivo offre un affascinante viaggio nel tempo reso possibile da una monumentale ricerca scientifica curata da Zrinka Podhraški Čizmek.
 
La studiosa ha analizzato circa ventimila documenti settecenteschi provenienti dai celebri Regesti marittimi croati di Nikola Čolak, portando alla luce uno spaccato inedito della vita marinara dell'epoca. L'impatto visivo della mostra è invece affidato allo straordinario talento del pittore e studioso Luigi Divari, i cui disegni dettagliati permettono di ammirare e comprendere le caratteristiche tecniche di ben sessantadue tipologie differenti di imbarcazioni storiche che un tempo solcavano queste acque.
 
Accanto alle illustrazioni, i visitatori possono immergersi nella realtà dei marinai del passato grazie a una ricca selezione di documenti d'archivio originali. Tra le bacheche spiccano antichi registri portuali, i ruoli dei capitani e i preziosi carteggi delle confraternite dei marittimi. A catturare maggiormente l'immaginazione sono però le cosiddette "prove di fortuna", ovvero i verbali ufficiali che descrivevano con drammatica precisione i naufragi e gli incidenti avvenuti in mare aperto, testimonianze dirette di un mestiere tanto affascinante quanto pericoloso.
 
L'esposizione, a ingresso gratuito, rappresenta un vero e proprio ponte culturale che restituisce centralità alla memoria storica di un territorio indissolubilmente legato al mare. La mostra sarà accessibile al pubblico dal mercoledì alla domenica, con orario continuato dalle dieci del mattino fino alle sei del pomeriggio, offrendo a cittadini e turisti un'occasione imperdibile per riscoprire le radici marittime della regione.
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