Hangar Teatri inaugura la sua nona stagione

Hangar Teatri inaugura la sua nona stagione, dedicata quest’anno ai Pianeti, con Poveri cristi, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Ascanio Celestini, una delle voci più intense e riconoscibili del teatro contemporaneo, per la prima volta sul palco di Hangar Teatri con due repliche: venerdì 2 e sabato 3 ottobre alle ore 20:30
La nuova stagione di Hangar Teatri nasce dall’immagine di un sistema planetario, una metafora che racconta la varietà e la ricchezza della proposta artistica e, allo stesso tempo, la natura profondamente relazionale del teatro. Ogni spettacolo, ogni artista e ogni spettatore è un pianeta: un corpo autonomo, con una propria identità, una propria storia e una propria traiettoria. Pianeti diversi per dimensioni, linguaggi, sensibilità e visioni, che proprio nella loro diversità contribuiscono a costruire un sistema comune.
Eppure nessun pianeta esiste completamente da solo. Tutti orbitano attorno a una stella comune: il teatro. È questo il centro luminoso della stagione, un luogo capace di generare energia, cultura e partecipazione, di mettere in relazione persone e mondi differenti e di creare connessioni tra sensibilità e percorsi che, altrimenti, rischierebbero di rimanere lontani. Non un centro autoritario, ma un punto di equilibrio attorno al quale le differenze possono convivere, incontrarsi e influenzarsi reciprocamente.
La Stagione dei Pianeti vuole così raccontare una comunità di corpi in relazione: artisti, spettatori, compagnie, discipline e linguaggi che condividono uno stesso campo gravitazionale. Ogni elemento porta con sé qualcosa di unico e, allo stesso tempo, riceve energia dagli altri. Ne nasce un ecosistema dinamico, fatto di incontri, scambi e traiettorie che si incrociano. Un invito a considerarsi non semplici spettatori di eventi isolati, ma parte di una costellazione più ampia, di un movimento comune che trova nel teatro il proprio centro.
Ad aprire la nuova stagione sarà Ascanio Celestini, in scena per la prima volta a Hangar Teatri con “Poveri cristi”, venerdì 2 e sabato 3 ottobre alle ore 20.30. Una prima parte della stagione che dà subito il tono a un cartellone ricco e articolato, costruito attorno a una proposta artistica di qualità e capace di attraversare linguaggi, temi e sensibilità differenti.
Tra gli appuntamenti di prosa in programma nei primi mesi della stagione, “Memorie del reparto n. 6” del Teatro Nucleo, venerdì 30 ottobre, “U!-BU?” del regista sloveno Matija Solce, venerdì 6 novembre, il pluripremiato spettacolo “L’angelo della storia” della compagnia Sotterraneo, sabato 14 e domenica 15 novembre, e “Algo-ritmo” dell’artista triestino Anselmo Luisi, sabato 5 e domenica 6 dicembre.
Prosegue anche l’attenzione di Hangar Teatri verso il teatro per le nuove generazioni, con una rassegna pensata per bambini e famiglie che inaugura domenica 4 ottobre con “Orso felice” della compagnia Dimitri – Canessa. Il programma proseguirà con “NUNC” della compagnia BRAT, sabato 17 e domenica 18 ottobre, “Tunel” di Miha Golob, domenica 22 novembre, e “Ho un punto fra le mani” con Flavia Bussolotto, in una proposta che porta in scena forme e linguaggi differenti, invitando anche i più piccoli a entrare nel sistema di relazioni e immaginazione che anima la Stagione dei Pianeti.
Proseguono inoltre gli eventi di musica dal vivo. Il primo appuntamento della stagione sarà quello con la travolgente energia dei BandaKadabra, in programma sabato 9 ottobre alle ore 20.30 in occasione della Barcolana. Fiati e percussioni daranno vita a una vera e propria marching band capace di attraversare con naturalezza jazz, musica balcanica, funk, pop e tradizione bandistica, trasformando il concerto in una festa collettiva.
A dare il via a questo nuovo viaggio tra i Pianeti sarà dunque “Poveri cristi”, una produzione Fabbrica e Teatro Carcano, con la distribuzione a cura di Mismaonda e il contributo di Regione Lazio. Lo spettacolo nasce dalla scrittura e dalla ricerca di Ascanio Celestini e si inserisce nel percorso iniziato con Laika (2015), Pueblo (2017) e Rumba (2023), una trilogia dedicata agli ultimi, agli esclusi e alle persone che abitano i margini della società.
In una periferia di Roma, simile a tante periferie del mondo, si intrecciano le vite di una serie di “poveri cristi”: persone dimenticate, figure che spesso finiscono sulle pagine dei giornali soltanto quando accade qualcosa di grave o scandaloso. C’è Giobbe, un magazziniere analfabeta che ha sviluppato una tecnica per sistemare la merce senza saper leggere; c’è la Vecchia, che insegna alla Prostituta che il sapere e la cultura possono essere accessibili a tutti; c’è Joseph, che prima di arrivare in Italia ha attraversato esperienze di emigrazione, schiavitù, naufragio, detenzione e marginalità. E poi ci sono il razzista, la Donna Impicciata, lo Zingaro di otto anni che fuma, Domenica, il Preposto della cooperativa e persino San Francesco.
Ma Poveri cristi non è un racconto immobile: a ogni replica Celestini sceglie alcune storie e alcuni personaggi, come un musicista che compone di volta in volta la scaletta di un concerto. Le figure che abitano lo spettacolo diventano così parte di un racconto sempre diverso, in cui le esistenze degli ultimi vengono osservate da una prospettiva nuova e trasformate in figure quasi sacre, capaci di diventare santi quando nella loro vita accade un prodigio.
Attraverso una narrazione capace di intrecciare memoria, ricerca sul campo e presente, Ascanio Celestini porta sul palco storie individuali che diventano parte della memoria collettiva. È un teatro che dà voce a chi spesso rimane ai margini, che osserva la realtà attraverso le sue contraddizioni e che trova nella parola uno strumento per restituire dignità, complessità e umanità alle persone che racconta.
“Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa, ma anche senza futuro, eccetera. E se dico “eccetera” ho detto tutto. Ho detto tutti.” - Ascanio Celestini
Ascanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali, Laika (2015), Pueblo (2017) e Rumba (2023) fanno parte della trilogia che è all’origine di Poveri cristi. Di questi testi, Celestini ha curato la regia in Belgio e in Francia con l’attore David Murgia, e in Svezia con l’attore Özz Nûjen. Per il cinema ha realizzato due film: La pecora nera (2010), in concorso alla 67ª Mostra del cinema di Venezia, e Viva la sposa (2015) in concorso alle Giornate degli autori a Venezia. Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci «Dalla parte buona della musica». Per Einaudi ha pubblicato Storie di uno scemo di guerra (2005), La pecora nera (2006), Lotta di classe (2009), Io cammino in fila indiana (2011), Pro patria (2012), Barzellette (2019), Radio clandestina (2020), I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025).
Biglietto intero 14€, ridotto 8€ per soci del Teatro degli Sterpi, clienti e dipendenti Feltrinelli e Lafibs, abbonati MyTT, under 18, over 65 e studenti universitari under 26. È consigliata la prenotazione a
La Stagione dei Pianeti è curata dal Teatro degli Sterpi, grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia.
(C.S.)







