Crisi Electrolux, territori uniti per difendere la filiera dell’elettrodomestico
Nel Friuli occidentale cresce la mobilitazione istituzionale dopo l’annuncio dei 1.700 esuberi previsti dal piano di riorganizzazione Electrolux. L’assemblea straordinaria dei sindaci riunita a Porcia ha ribadito la necessità di una posizione comune in vista del confronto nazionale del 25 maggio, sottolineando come la crisi non riguardi un singolo stabilimento ma l’intero comparto dell’elettrodomestico. Le amministrazioni locali chiedono il ritiro della procedura di licenziamento e l’avvio di una strategia industriale capace di sostenere la competitività europea del settore.
La Regione Friuli Venezia Giulia, insieme al Veneto e agli altri territori coinvolti, ha già avviato interlocuzioni con il Governo per presentare un fronte compatto al tavolo ministeriale. La situazione degli stabilimenti italiani, passati in pochi anni da 5.800 a 4.500 addetti, viene letta come il risultato di una crisi strutturale aggravata dall’assenza di politiche industriali adeguate.
Le istituzioni regionali ricordano inoltre gli investimenti pubblici destinati negli anni allo stabilimento di Porcia e al gruppo, tra ammortizzatori sociali e contributi per l’innovazione. L’obiettivo condiviso è evitare operazioni che possano indebolire ulteriormente la filiera europea e garantire un futuro produttivo ai siti italiani, considerati parte essenziale della storia industriale del territorio.
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