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Electrolux: Rosolen, dopo 21 luglio no a scelte unilaterali

Il futuro dello stabilimento Electrolux e le prospettive del manifatturiero sono stati al centro della tavola rotonda organizzata dalla Cisl FVG a Palazzo Monterale Mantica, dove l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen ha richiamato la necessità di un intervento chiaro e immediato da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. S…
 |  Redazione  |  Notizie

Il futuro dello stabilimento Electrolux e le prospettive del manifatturiero sono stati al centro della tavola rotonda organizzata dalla Cisl FVG a Palazzo Monterale Mantica, dove l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen ha richiamato la necessità di un intervento chiaro e immediato da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo Rosolen, il rischio principale riguarda l’avvio di procedure unilaterali da parte dell’azienda dopo il 21 luglio, con particolare riferimento alla normativa prevista dalla legge 223/1991, che ridurrebbe a soli 75 giorni i tempi di confronto. L’assessore ha ribadito che Electrolux non ha ritirato alcun piano e che, al tavolo ministeriale, non ha mai parlato esplicitamente di vendita, lasciando aperti scenari che richiedono massima prudenza. Per superare la dichiarazione di esuberi, Rosolen ha sottolineato la necessità di tempi adeguati e di un percorso condiviso che metta al centro la valorizzazione delle produzioni, non la gestione delle eccedenze. Da qui l’appello al MIMIT affinché intervenga con chiarezza, garantendo uno spazio di discussione sufficiente per affrontare una crisi che, secondo l’assessore, non può essere gestita solo a livello regionale. Rosolen ha evidenziato come la Regione disponga di strumenti limitati, principalmente finanziari ed economici, e ha rilanciato la necessità di un nuovo paradigma europeo per affrontare le crisi industriali. Le strategie del passato, basate su investimenti, ricerca e ammortizzatori sociali, non sarebbero più sufficienti in scenari complessi come quello attuale. L’assessore ha inoltre richiamato l’urgenza di un cambiamento culturale nella percezione della manifattura, spesso vista come un problema ecologico anziché come un asset strategico per la coesione sociale e il valore del lavoro. Infine, Rosolen ha sottolineato la necessità di strumenti normativi capaci di gestire i tempi delle transizioni industriali e di garantire che le multinazionali mantengano le proprie responsabilità nei confronti dei territori che hanno sostenuto la loro crescita con investimenti pubblici.

 

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Parole chiave: Friuli
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