Caldo estremo e sicurezza sul lavoro: la Cgil chiede regole chiare e tutele uniformi

L’aumento delle temperature non è più un’emergenza occasionale, ma una condizione stabile che incide direttamente sulla salute dei lavoratori. Le prime ondate di giugno hanno già mostrato criticità nei cantieri e nei settori più esposti, evidenziando la necessità di protocolli certi e non lasciati alla discrezionalità delle aziende. La Cgil solleva il tema partendo dal comparto delle costruzioni e del legno arredo, dove la pressione delle consegne si scontra con la sospensione delle attività nelle ore più calde. La richiesta è quella di introdurre fasce orarie obbligatorie di stop, strumenti di segnalazione delle irregolarità e norme che tutelino anche le imprese da eventuali penali. Il problema riguarda però molti altri ambiti: asfaltatura, logistica, agricoltura, consegne postali, fabbriche e scuole prive di climatizzazione adeguata. A pesare è anche l’assenza di dati ufficiali su incidenti, malori e utilizzo della cassa integrazione meteo, rendendo difficile valutare l’impatto reale del caldo sul lavoro. La situazione conferma l’urgenza di un sistema di monitoraggio e di misure strutturali che mettano al centro la sicurezza, evitando che la produttività prevalga sulla tutela della salute.
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