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Monte Canin, al via la missione speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino

Ha preso ufficialmente il via la missione speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino (CAT) sul massiccio del Monte Canin, uno dei più importanti laboratori naturali del carsismo d'alta quota in Europa. Un appuntamento che si rinnova da circa cinquant'anni e che vedrà gli speleologi del sodalizio triestino impegnati fino al mese di settembr…
 |  Denis Locoselli  |  Notizie
foto Dean Scroccaro

Ha preso ufficialmente il via la missione speleologica estiva del Club Alpinistico Triestino (CAT) sul massiccio del Monte Canin, uno dei più importanti laboratori naturali del carsismo d'alta quota in Europa. Un appuntamento che si rinnova da circa cinquant'anni e che vedrà gli speleologi del sodalizio triestino impegnati fino al mese di settembre nell'esplorazione e nella ricerca di nuove cavità nel vasto altopiano carsico del Canin.

La giornata inaugurale è stata dedicata al complesso allestimento del campo base, operazione che ha richiesto un'importante organizzazione logistica. Le operazioni sono iniziate intorno alle ore 9.00 con il trasporto in quota, mediante elicottero da Sella Nevea, di uomini e materiali. In appena venti minuti, grazie a quattro rotazioni del velivolo, sono stati trasferiti al campo nove speleologi e sei big bag contenenti complessivamente circa 800 chilogrammi di materiale.

Oltre alle tende, il materiale comprendeva l'attrezzatura speleologica individuale e collettiva, corde, materiali tecnici, strumenti topografici, viveri, riserve d'acqua, attrezzature da cucina e tutto il necessario per garantire diverse settimane di permanenza e di attività in completa autosufficienza.

Una volta concluso il trasporto, i partecipanti hanno provveduto all'allestimento completo del campo: è stata montata la grande tenda sociale insieme alle tende personali, sistemato il materiale nei contenitori di stoccaggio, ciascuno identificato con apposite etichette descrittive per facilitarne la gestione durante la permanenza in quota, e organizzata la cambusa con tutte le scorte alimentari.

Alle ore 14.00 il campo risultava completamente operativo. Dopo aver messo in sicurezza l'intera struttura e le attrezzature, il gruppo è sceso al Rifugio Celso Gilberti per una breve sosta prima del rientro a Sella Nevea con la cabinovia e del successivo ritorno a Trieste.

Il campo resterà operativo fino a settembre e vedrà alternarsi numerose squadre composte da speleologi esperti del Club Alpinistico Triestino. L'attività esplorativa di quest'anno si concentrerà principalmente su tre nuove cavità individuate nel corso della campagna 2025. Le condizioni meteorologiche particolarmente avverse e il sopraggiungere dell'autunno avevano infatti impedito il proseguimento delle operazioni, rinviate quindi alla stagione estiva 2026.

Parallelamente proseguiranno le ricerche all'interno della promettente Grotta G1, scoperta dal CAT due anni fa e già esplorata fino a circa 270 metri di profondità. Le caratteristiche geomorfologiche della cavità e le correnti d'aria rilevate fanno ritenere agli speleologi che il sistema possa proseguire ulteriormente in profondità, riservando ancora importanti sviluppi.

Oltre al completamento delle esplorazioni già avviate, le squadre saranno impegnate anche nella ricerca sistematica di nuovi ingressi attraverso battute di superficie nelle aree ancora poco investigate del massiccio. Ogni nuova cavità individuata sarà documentata, rilevata topograficamente e inserita nel Catasto Speleologico Regionale secondo le procedure previste.

Negli ultimi anni le campagne speleologiche del Club Alpinistico Triestino e le collaborazioni tra gruppi regionali italiani e dell’est Europa hanno portato a risultati di assoluto rilievo scientifico sul Monte Canin, con importanti sviluppi esplorativi nelle cavità denominate Il Giglio e la più recente G1, confermando il ruolo del sodalizio triestino tra i protagonisti dell'esplorazione speleologica d'alta quota. Il massiccio del Monte Canin rappresenta infatti uno dei più estesi e complessi sistemi carsici d'Europa. Sul versante italiano sono state censite oltre un migliaio di cavità e le esplorazioni condotte negli ultimi decenni hanno contribuito alla realizzazione del Sistema del Monte Canin, il più esteso sistema ipogeo italiano, con uno sviluppo complessivo che sfiora i 90 chilometri.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

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