ATER Trieste capofila in Regione nella presa d'atto della normativa regionale che destina alloggi erp alle forze dell'ordine
Dalla casa pubblica alla sicurezza urbana. È la direzione indicata dalla nuova normativa regionale che introduce la possibilità di destinare alloggi di edilizia residenziale pubblica al personale delle Forze dell’ordine, della Guardia Costiera e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Una scelta che, per Ater Trieste, rappresenta non soltanto u…
| Denis Locoselli | Notizie

Dalla casa pubblica alla sicurezza urbana. È la direzione indicata dalla nuova normativa regionale che introduce la possibilità di destinare alloggi di edilizia residenziale pubblica al personale delle Forze dell’ordine, della Guardia Costiera e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Una scelta che, per Ater Trieste, rappresenta non soltanto un’importante innovazione sul piano delle politiche abitative, ma anche il riconoscimento a livello regionale di un percorso già avviato dall’Azienda sul territorio triestino.
Il Consiglio di amministrazione di Ater Trieste, nella seduta di agosto, ha preso atto della riforma introdotta dal D.P.Reg. 30 aprile 2026, n. 051/Pres e dalla Legge regionale 26 giugno 2026, n. 6. Il provvedimento amplia gli strumenti a disposizione delle politiche abitative regionali con l’obiettivo di favorire la mobilità e la permanenza sul territorio del personale impegnato quotidianamente nella tutela della sicurezza e della collettività. Una presenza stabile che, secondo Ater, può contribuire anche alla vivibilità e all’equilibrio sociale dei quartieri.
«È una scelta che condividiamo pienamente – afferma il presidente di Ater Trieste Daniele Mosetti – perché mette in relazione due temi che troppo spesso vengono affrontati separatamente: il diritto alla casa e la sicurezza urbana. Favorire la permanenza sul territorio di chi ogni giorno lavora per garantire sicurezza e legalità significa rafforzare il presidio delle comunità e, nello stesso tempo, promuovere integrazione e diversificazione sociale nei quartieri Ater».
La nuova disciplina regionale riguarda il personale in servizio della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria, oltre alla Guardia Costiera e al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
«È importante – sottolinea la consigliera Daniela Pallotta – che la Regione abbia scelto di comprendere nella platea anche la Guardia Costiera e i Vigili del fuoco. Sono realtà che svolgono funzioni fondamentali per la sicurezza, il soccorso e la protezione dei cittadini e che meritano pienamente questo riconoscimento. È un segnale concreto di attenzione verso chi opera ogni giorno al servizio della comunità».
Ma c’è un elemento che rende particolarmente significativa la scelta regionale per Ater Trieste: la nuova normativa arriva dopo un’esperienza che l’Azienda ha già sviluppato autonomamente.
«Quello che oggi la Regione introduce nella normativa – evidenzia il consigliere Riccardo Novacco – ad Ater Trieste è già realtà dal 2022. Abbiamo infatti attivato convenzioni con l’Arma dei Carabinieri, la Questura e il Corpo dei Vigili del fuoco per consentire l’assegnazione di alloggi al personale in servizio. È la dimostrazione che Ater ha saputo interpretare in anticipo un’esigenza del territorio e trasformarla in una concreta politica abitativa».
La scelta regionale, dunque, non rappresenta per Ater Trieste un punto di partenza, ma un ulteriore passo nel percorso intrapreso negli ultimi anni. L’esperienza maturata a Trieste diventa così un modello che la Regione ha scelto di riconoscere e rendere strutturale, ampliandone la portata.
«Siamo orgogliosi che una sperimentazione nata a Trieste trovi oggi un riconoscimento nella legislazione regionale – conclude Mosetti –. È la conferma che Ater non è soltanto un soggetto chiamato a gestire un patrimonio immobiliare, ma può e deve essere un protagonista delle politiche del territorio. Mettere la casa pubblica al servizio della sicurezza, della stabilità e della coesione sociale significa dare un significato nuovo al nostro ruolo. La Regione ha compiuto una scelta importante: ora lavoreremo perché questa scelta possa produrre risultati concreti nei quartieri e nelle comunità che rappresentano il cuore della nostra missione».
(C.S.)








