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Ovovia senza copertura finanziaria, Zinnanti: "La città non la vuole, invito tutti al dialogo"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Mauro Zinnanti
SORPRESA! I SOLDI DEL MIT PER L'OVOVIA ARRIVERANNO A RATE DAL 2027: E' IL DE PROFUNDIS PER QUEST'OPERA?
 
Il tam-tam è girato in chat l'altra sera: conferenza stampa di Punto Franco in Sala Giunta per importanti novità in merito all'ovovia. E così, con una notevole dose di curiosità, ci siamo recati anche noi in Sala Giunta per ascoltare dalla viva voce dei consiglieri comunali di Punto Franco Paolo Altin ed Alberto Pasino le ultime notizie in merito alla contestata opera.
Senza tanti giri di parole, è il capogruppo di Punto Franco Paolo Altin ad entrare subito nel merito della conferenza stampa che riguarda una questione fondamentale ovvero la copertura finanziaria dell'ovovia. Come ricostruito dal consigliere, la questione era stata da lui posta all'attenzione del Consiglio lo scorso 3 luglio con una interrogazione al presidente dell'assemblea Panteca. La risposta del presidente del Consiglio comunale arriva il 9 luglio ed è piuttosto secca e stringata in quanto, rileva Panteca, "non è sua competenza verificare". Altin non è uno che demorde facilmente e torna alla carica, chiedendo chiarimenti sulla copertura finanziaria dell'opera con una Pec del 10 luglio inviata al Sindaco, agli Assesori comunali competenti, ai dirigenti comunali Bernetti e Di Maggio e ai Revisori dei Conti: Pec rimasta ad oggi senza risposta.   
Come già accennato, il capogruppo non molla e, con il supporto del Comitato No Ovovia, presenta istanza di accesso agli atti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Et voilà: ecco saltare fuori, come d'incanto, il decreto direttoriale firmato l'11 giugno scorso (pubblicato sul sito del Mit il 30 giugno) in cui si dà attuazione al "famoso" decreto di Salvini del 23 dicembre 2024 che cancellava l'impianto a fune dalla lista di opere finanziate col Pnrr (per le note vicende legate alla Valutazione di incidenza negativa) e dirottava i fondi ministeriali destinati al nuovo Tram Sir 2 di Padova  alla cabinovia di Trieste. Tutto chiaro allora? Perché tanto mistero su questi fondi? L'arcano è presto svelato. I 48, 8 milioni di euro ministeriali, come rivelato da Altin, vengono dilazionati in otto (s)comode rate dal 2027 al 2034 con la prima rata del 2027 che può contare solo su 2,5 milioni di euro. Come a dire, tanto per essere estremamente chiari, che l'opera non ha ad oggi copertura finanziaria e questa situazione, a bilancio comunale vigente, mette in grosse difficoltà il Comune di Trieste nei confronti della società Leitner che aveva stipulato un contratto per la progettazione e la realizzazione dell'opera nel lontano 2023 e che rischia di rimanere, letteralmente, con un pugno di mosche in mano!!  Risultano del tutto chiare, allora, le "ritrosie" comunali a rispondere alle richieste del consigliere puntofranchista Altin, come risulta del tutto evidente che, anche in quest'occasione, se il Comune era in possesso di questa notizia da qualche settimana e non ne ha informato il Consiglio (come pare fortemente probabile!), ha totalmente mancato di trasparenza e di rispetto non solo nei confronti del Consiglio comunale ma anche e soprattutto di tutta la città.
La situazione appare (ed è) talmente grave che lo stesso Altin, fiancheggiato da Pasino, ha parlato apertamente di "situazione disastrosa". Come se ne esce? Qualcuno ipotizza una situazione vicina a concretizzare un debito fuori bilancio da sanare o anticipando i fondi fino all'erogazione del finanziamento statale o con un nuovo mutuo a carico del Comune (ma questo contraddice tutta la politica seguita dallo stesso Comune sinora che si fa vanto di una costante riduzione dell'entità dei mutui comunali) o dirottando sull'ovovia risorse comunali attualmente destinate ad altre opere oppure ricorrendo nuovamente a mamma Regione o a papà Stato per porre rimedio all'incredibile guazzabuglio. Da notare che la giunta Dipiazza aveva finora pubblicamente sostenuto che non un euro del bilancio comunale sarebbe stato utilizzato non solo per realizzare l'opera ma poi anche per gestirla. 
Dunque uno snodo molto delicato per il Sindaco e per la sua giunta, tanto che Pasino si lascia sfuggire un auspicio per l'occasione: "mi aspetto parole congrue ed un momento di doverosa riflessione, prima di trarre le doverose conclusioni". Ci affidiamo anche noi, volentieri, a questo auspicio anche perché in questa lunga estate calda tutto ma proprio tutto dovrebbe portare l'esecutivo comunale a tirare una riga definitiva sulla realizzabilità di quest'opera. Dall'inconcludente discussione sulla variante "Accesso Nord" (grazie alla puntuale opposizione del centrosinistra in Consiglio comunale), al prossimo verdetto del Tar sui cinque ricorsi pendenti non c'è davvero nessuna logica motivazione per continuare nell'iter di approvazione e realizzazione di quest'opera che la città, come chiaramente espresso anche dal recente sondaggio del Piccolo, non vuole. Il nostro vuole essere davvero un chiaro invito al dialogo e al concreto confronto perché sarebbe finalmente ora che maggioranza ed opposizione provassero a disegnare insieme un futuro sostenibile per la nostra città: altri viaggi con destinazione Roma piuttosto che piazza Oberdan per ricercare in extremis coperture finanziarie ad oggi inesistenti, rappresenterebbero solo l'ennesima "sceneggiata" di una commedia che è oramai passata di moda.
 
Mauro Zinnanti