Pillole di stagione, Zinnanti: "Corridoio 5, gli atti comunali, Triestina in cerca del miracolo"
| Redazione sport | Commento del giorno
Mauro Zinnanti
APPUNTI DI VIAGGIO: DA TRIESTE A TORINO, ANDATA E RITORNO.
Sono quasi 550 i chilometri di distanza, lungo l'asse est-ovest del famoso Corridoio 5, tra Trieste e Torino. Di recente li ho fatti in macchina per motivi familiari e, nonostante le ottimistiche previsioni di google maps, il viaggio è durato ben più delle cinque ore e mezza stimate dal noto algoritmo. Le cause? Il solito, immancabile congestionamento nella tangenziale di Milano ed il solito, immancabile rallentamento causa incidente all'andata dalle parti di Brescia ed al ritorno proprio in tangenziale a Milano. Come detto, sono andato in macchina per una specifica esigenza personale perché altrimenti avrei preso la freccia diretta Trieste-Torino che ci impiega (sempreché non accadano imprevisti) le "canoniche" cinque ore e mezza: senza stress da traffico e senza, soprattutto, le file ai caselli per i pedaggi che tra ritiro degli scontrini e pagamento del dovuto portano via una buona mezz'ora. Si può, logisticamente, fare di più? Certo che si può e si deve.
Dall'autostrada, guardando alla tratta lombardo-veneta, è possibile apprezzare i cantieri in corso per l'Alta Velocità (soprattutto all'altezza del lago di Garda), mentre nulla si muove nella tratta più orientale. A ovest, tra Milano e Torino, l'Alta Velocità corre parallela all'autostrada e, da quel che ho potuto constatare, i treni che la percorrono, per il momento, sono davvero rari. Se non vado errato, i treni merci dovrebbero percorrere la linea "tradizionale" ma è un dato di fatto che in Italia l'utilizzo della modalità ferroviaria non raggiunge l'11 % dei volumi trasportati, con una nettissima prevalenza del "tutto strada". Del resto, siano tre o quattro le corsie autostradali, c'è un volume crescente di traffico pesante che copre una o due corsie dell'autostrada con una fila ininterrotta di Tir. Sul punto, a mio modesto avviso, andrebbe formalizzato quanto prima un tavolo tecnico con tutte le regioni dell'arco alpino, il ministero dei trasporti e Rete Ferroviaria Italiana per capire tempi e modi finalizzati a predisporre servizi ferroviari intermodali e ro-la e contestualmente avviare progetti-pilota che servano a rendere le nostre autostrade più sicure, meno intasate e meno impattanti sull'ambiente. E' una materia delicata e oggetto di infiniti convegni, ma che, tranne qualche sporadico tentativo, non ha mai visto concretizzata una proposta strutturata, competitiva in termini di costi e tempi, in grado davvero di aggredire in una percentuale significativa tutta quella che massa di Tir che quotidianamente si muovono lungo il trafficato asse est-ovest tra Trieste e Torino. Visto il costante ripetersi di incidenti mortali su quest'asse, vale la pena, quantomeno, di provarci.
30 OTTOBRE: ARRIVANO LE FIRME!
Con sommo gaudio del nostro, zoppicante Comune il prossimo 30 ottobre si stipuleranno due importanti atti che ridisegneranno nei prossimi anni aree rilevanti per il futuro della città. La prima firma è quella che verrà apposta dal Comune e dalla "Commercianti indipendenti associati" (cooperativa del sistema Conad) sulla convenzione che disciplinerà l'attuazione del piano per il recupero del comprensorio dell'ex Fiera. Per quanto apparso sui media, la Conad, subentrata in corsa all'austriaca Mid, ha in mente di proporre alcune modifiche all'iniziale progetto predisposto dall'architetto Morena. Si andrebbe ad una riduzione della superficie di vendita e del parcheggio correlato. Se queste saranno effettivamente le volontà di Conad, occorrerà procedere ad una variante del piano attuativo di recente approvato con un iter che, se tutto filerà liscio, porterà via non meno di quattro mesi. Quindi, fatto salvo che Conad potrà partire subito con i lavori per la parte non oggetto di variante, ci sarà da aspettare ancora qualche anno per rivedere, finalmente, l'area dell'ex Fiera recuperata ed attrattiva. Personalmente, confido che tra le varie modifiche che Conad si accinge a predisporre ci sia un maggior spazio per il verde pubblico e luoghi di aggregazione (piazze) oggi totalmente carenti nella zona.
La seconda firma, sempre prevista per il prossimo 30 ottobre, avverrà in uno studio notarile per la vendita dalla Coop Alleanza 3.0 ad una cordata austriaca (che fa perno sugli imprenditori della Schwarzer Felsen Immobilien che a luglio 2024 avevano firmato il preliminare di vendita) dell'area del Silos. Anche in questo caso, vi è un forte interesse per la concretizzazione del passaggio da parte del Comune che vede il Sindaco Dipiazza pressare per realizzare quanto prima un parcheggio nell'area retrostante l'ex magazzino.
Latita, ma non è una novità, una visione di insieme che connetta i diversi progetti insistenti sulla medesima zona. Nell'area dell'ex Fiera, come noto, è in ballo anche la proposta di finanza di progetto che la cordata gruppo Fintria e Icop Spa ha presentato per realizzare una "Cittadella dello sport" al posto dell'Ippodromo, spaccando letteralmente la maggioranza con una delibera di giunta votata da Sindaco e Lega, con il voto contrario di Forza Italia e la non partecipazione al voto di Fratelli d'Italia.
Vicino al Silos, oltre a tutta la partita di Porto Vecchio-Porto Vivo (sulla quale perdura un assordante silenzio da parte comunale), si registra la recente proposta di Trenitalia che intende realizzare per un costo previsto di 60 milioni di euro ed in un'area di proprietà di Rfi (appena oltre l'area esterna del Silos) una nuova officina per la manutenzione ed il lavaggio dei nuovi treni regionali "Rock" (oltreché, in prospettiva, dei convogli ad alta velocità e di quelli dedicati ai collegamenti transfrontalieri ed internazionali). Come riportato dal quotidiano locale, questa iniziativa è valutata "altamente strategica" dalla Regione, mentre Dipiazza la giudica negativamente "è troppo di impatto, rovinerebbe la vista del Porto Vecchio". Per parte mia, da cultore della materia, saluto con grande favore la proposta di Trenitalia per una serie di motivazioni logistiche (l'adiacenza ai binari della stazione di Trieste centrale), di efficace utilizzo dell'area (da tempo abbandonata), di creazione di un impianto moderno e tecnologicamente avanzato e, last but not least, per le importanti ricadute in termini di occupazione altamente qualificata. Che il sindaco se ne faccia una ragione, anche perché al giorno d'oggi esistono innumerevoli accorgimenti architettonici per minimizzare l'impatto di un impianto di assoluta rilevanza per la nostra città.
- 23 : SERVE UN MIRACOLO PER SALVARE LA STAGIONE DELLA TRIESTINA?
La doppia notizia è calata come una scure sulla tifoseria della Triestina. Respinto il ricorso contro la penalizzazione di 13 punti e inflitta una nuova penalizzazione di tre punti, la stagione calcistica '25-'26, porta alla società un pesantissimo fardello di 23 punti (7 della scorsa stagione più i 16 della corrente). Fatti i debiti calcoli, alla Triestina servirebbero per tentare di salvarsi almeno 58 punti! A oggi ne ha realizzati 13, per cui l'obiettivo è di fare almeno 45 punti in 28 partite. Missione difficilissima ma non impossibile. Il nuovo presidente Tom Zelenovic (che ha rimesso in sesto una barca che faceva acqua da tutte le parti) sembra crederci davvero. Le voci che girano con insistenza accreditano un possibile ritorno in plancia di Attilio Tesser, salvatore della patria che già riuscì a raddrizzare il campionato scorso portando la società ad una difficile salvezza. Che dire? Se vorrà provarci, con la benedizione di tutta la tifoseria, non resta che augurargli: "Provaci ancora, Attilio!"
Mauro Zinnanti
Parole chiave: Primo piano, Trieste
