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Pillole di stagione, Zinnanti: "In Giunta volano gli stracci, ultime sull'ovovia"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Mauro Zinnanti
LE "PERLE" DELLA SETTIMANA: IN GIUNTA VOLANO GLI STRACCI
 
Davvero un 2026 iniziato "col botto" quello che i vertici istituzionali triestini hanno regalato ai propri "cari concittadini" (secondo la locuzione cara a Dipiazza) ancora alle prese con i postumi delle lunghe festività natalizie.
Vediamo di fare un po' d'ordine in una cronaca politica locale che ne ha viste di cotte e di crude in tante situazioni, ma mai così concentrate in pochi giorni come accaduto in questo effervescente esordio di  gennaio. A dare fuoco alle polveri è stato l'assessore comunale alle Politiche Finanziarie Everest Bertoli. In un'intervista decisamente sopra le righe, pubblicata sul quotidiano locale domenica 11 gennaio, ne ha per tutti, ma soprattutto per alcuni colleghi di giunta. Ecco, fior da fiore, alcune delle sue affermazioni più discutibili e discusse: "Rossi (ndr: assessore alla cultura) si lamenta a ogni inizio anno, poi a dicembre fa una bella conferenza stampa per elogiare quanto fatto con i fondi ...che dal 2017 (quando era lui assssore al bilancio) erano 7,7 milioni, nel 2025 erano 16,1 milioni. Sul Natale abbiamo messo 1,35 milioni senza toccare l'imposta di soggiorno (ndr: sono quelli spesi per le "lucette" che tanto hanno fatto discutere i triestini)". In merito alla lamentela di Rossi sul fatto che la città avrebbe perso il concerto di Neil Young per mancata pianificazione dei fondi, ecco la pepata risposta di Bertoli: "se Rossi dedicasse agli eventi un decimo del tempo che passa a lamentarsi, organizzerebbe una Trieste Estate favolosa pure quest'anno. E comunque nel 2026 gli stanziamenti sono superiori al 2025". Chiusa, si fa per dire, la parentesi Rossi, Bertoli ne ha anche per l'assessore alle politiche del Territorio Michele Babuder: "ogni assessore vorrebbe avere di più. Ad agosto 2024 abbiamo messo 5,5 milioni su verde e strade: se un anno e mezzo dopo, fossero stati spesi tutti e i lavori eseguiti, la città avrebbe un'altra percezione". L'Everest "furioso" è ormai irrefrenabile e, senza peli sulla lingua, tocca anche altri argomenti estremamente delicati quali la cabinovia: "la ritengo un'opera importante e strategica per il futuro di Trieste, ma non sempre quello che è importante e strategico si riesce a realizzare....Ritengo impossibile venga fatta in questa consiliatura, vista la mole di atti che mancherebbero per poter iniziare". Su Porto Vecchio: "il progetto è complesso e i tempi della Conferenza dei servizi si sono allungati, anche per dubbi con l'area Ambiente della Regione, ora risolti. Conto che nel 2026 ci sarà la gara". Soprassedendo, per ragioni di spazio, su altri spunti di questa intervista decisamente illuminanti chiudiamo sul suo finale giudizio in merito ai rapporti con i colleghi di giunta: "cerchiamo di dare il meglio di noi. Ma non nascondo che spesso i distinguo non arrivano né da Lega né da FdI" e sul divieto da lui dato ai suoi dirigenti di parlare con la stampa: "non lo vieto io, ma il regolamento comunale". Su quest'ultimo punto mi permetto una chiosa. Ma il regolamento vale per tutti, oppure ci sono alcuni dirigenti che sono, come dire, sopra ogni regola? Ogni riferimento ad un mega dirigente che di nome fa Giulio non è puramente casuale.  Naturalmente un'intervista del genere non poteva passare sotto silenzio e gli stracci sono continuati a volare in pubblico. Ecco la piccata reazione di Rossi: "io non ho denigrato e offeso l'operato di altri assessori. Mi limito a valutare che ognuno è artefice del suo destino, basta che Bertoli non sia artefice di quello del centrodestra".  Secche anche le parole di Babuder: "chi governa non alimenta confusione, non semina sospetti, non crea tensioni interne: governa. Tutto il resto è rumore".  Anche Dipiazza non le manda a dire: "ho pensato che il freddo, qualche volta, rallenta la gestione della materia grigia, ma non faccio il nome della persona alla quale mi riferisco".  Lunedì 12 gennaio, visto il pesante clima che si era venuto a creare, è il governatore Fedriga a scendere in campo per serrare le fila e tentare di tenere unita una coalizione che appare sempre più sfilacciata. "Voglio fare un appello all'unità. Bisogna lavorare e parlare meno sui mezzi di informazione. Altrimenti si fa un favore all'opposizione e non il bene della città". Queste le chiarissime parole di Fedriga che, col tono del maestro che rimprovera una classe di adolescenti indisciplinati, prova a riportare un po' d'ordine a Palazzo Cheba. La mossa pare aver sortito qualche effetto con la giunta che si riunisce lunedì pomeriggio a porte chiuse nell'ufficio del sindaco e licenzia alcune delibere ferme da tempo come quella relativa alla gestione dell'asilo nido di Roiano.  
Capitolo chiuso? Mahh. Secondo il mio modesto parere da qui alla primavera 2027 (quando si terranno le elezioni comunali) ne vedremo ancora delle belle. Basta avere un po' di pazienza e accomodarsi in platea a godersi (si fa per dire) la scena: l'atmosfera, anche se non è ancora primavera, è decisamente "frizzantina" e non bastano certo baci e abbracci mostrati a favor di telecamere per superare distinguo e diffidenze che paiono oramai piuttosto consolidati.
 
ULTIME SULL'OVOVIA
 
Ma voi pensavate davvero di esservi liberati per sempre da questa tragicommedia? Anche se il Comitato No Ovovia ha cercato lo scorso lunedì di alleggerire il clima presentando il libello satirico di Diego Marani "L'ovovia in fondo al mare" e cinque surreali e comici corti di Davide Salucci per spiegare i cinque No al progetto, ecco che in settimana arriva l'ennesima, cattiva notizia che serve, quantomeno, a tenere aperto il relativo procedimento. Gli auspici, in effetti, non parevano i migliori, anche alla luce del maldestro tentativo del Sindaco Roberto Dipiazza di scaricare sulla Regione la decisione definitiva sull'argomento: "ho mandato a Fedriga la situazione finanziaria aggiornata relativa alla cabinovia. A questo punto è chiaro che sulla base del quadro economico dovremo fare dei ragionamenti. Adesso ne discuteremo con Fedriga e prenderemo una decisione. E' chiaro che se i soldi saranno disponibili da subito, allora faremo un ragionamento, altrimenti è evidente che dovremo farne un altro".  Il governatore, da politico navigato qual è, non s'è fatto certo irretire da Dipiazza e ha risposto in modo pacato ma piuttosto chiaro: "la competenza è comunale. Noi, come sempre, daremo tutto il supporto per trovare una soluzione il più sostenibile possibile, ma non siamo i protagonisti".  Come dire che la responsabilità "politica" della scelta è tutta, innegabilmente, in capo al sindaco. Messo all'angolo, Dipiazza ha reagito da par suo ed in una riunione di giunta in videoconferenza, durata due minuti e mezzo (!?!), presenti nove assessori su dieci (assente Rossi), fa approvare otto delibere con cui il Comune decide di appellarsi al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar che avevano annullato le procedure ambientali Vinca (valutazione di incidenza ambientale) di terzo livello e Vas (valutazione ambientale strategica), indispensabili per la realizzazione dell'opera. A rappresentare in giudizio il Comune gli avvocati Valentina Frezza (dell'avvocatura comunale) e Vittorio Domenichelli (professionista del Foro di Padova che sin dai primi ricorsi ha assistito la giunta municipale). Per Domenichelli la giunta comunale ha deliberato una spesa aggiuntiva di 15.235,48 euro rinviando ad un futuro "eventuale provvedimento" la liquidazione delle spese "in caso di soccombenza".  Unanime la reazione del Comitato No Ovovia e delle opposizioni che parlano di "manovra disperata", "spreco di risorse pubbliche" e "presa in giro" nei confronti della città.  Comunque sia, al di là delle valutazioni tecniche che saranno possibili solo dopo una attenta lettura dei ricorsi, resta la precisa sensazione di un colpo di coda, piuttosto temerario, effettuato solo con la finalità di tenere aperta la questione, scaricando ogni successivo onere alla giunta che verrà, dopo le elezioni previste a primavera 2027. Non è certo prova di grande lungimiranza politica anche perché il giochetto è facilmente svelabile e l'attuale opposizione avrà certamente campo libero per attaccare l'attuale maggioranza su un'opera che non si farà mai e che dovrebbe segnare il crepuscolo, triste, dell'era Dipiazza. Da notare, incidentalmente, che il ricorso del Comune senza quello della Regione non serve a nulla. Infatti, il Tar oltre alla Vas (di competenza comunale), ha annullato anche la deliberazione della Giunta regionale di approvazione della Vinca di terzo livello: i due atti, come si dice in gergo giuridico, si tengono insieme. In particolare, se non si supera la illegittimità della delibera di approvazione della Vinca, non si può concludere la procedura di approvazione della Vas. A quanto risulta, la Regione sta ancora valutando, sotto il profilo tecnico, le condizioni per ricorrere al Consiglio di Stato affiancandosi al ricorso appena deliberato dal Comune. Ad interpretare "autenticamente" le parole di Fedriga il supporto regionale non dovrebbe mancare, ma resta il fatto che al momento sussisterebbe ancora qualche perplessità di ordine tecnico. Staremo a vedere. Certo che se la Regione dovesse malauguratamente decidere di non ricorrere, sarebbe proprio un bel guaio per Dipiazza e soci !
 
Mauro Zinnanti
 
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