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Pillole di stagione, Zinnanti: "Giochi finiti per la Triestina? Apre il nido di Roiano"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Mauro Zinnanti
TRIESTINA: ARRIVA LA GUARDIA DI FINANZA, GIOCHI FINITI?
 
Indubbiamente è la notizia clou della settimana. Mercoledì mattina una nutrita schiera di Fiamme Gialle, in borghese, si è recata negli uffici della Triestina Calcio eseguendo una serie di perquisizioni e sequestri su delega della Procura della repubblica di Trieste. Le operazioni di indagine sono andate avanti per tutta la giornata. Quali i reati ipotizzati? Sulla base di una nota ufficiale della Guardia di Finanza, si sospettano: "Possibili condotte di riciclaggio per un importo di 50 milioni di euro confluiti dal 2022 al 2025 nelle casse della Triestina".  Non solo, altri reati prospettati riguardano il falso in bilancio e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti per un importo di oltre 900 mila euro. Attesa la rilevanza dell'inchiesta (che si innesta su indagini parallele avviate dalle procure di Roma e Milano sulla destinazione di finanziamenti  erogati dalla Banca Progetto), ne è responsabile direttamente la procuratrice Castaldini, col supporto della sostituta De Grassi. Chi sono gli indagati? Sono 15 e sono i responsabili della gestione della società che si sono succeduti alla sua guida dopo la drammatica uscita di scena dell'ottimo ed appassionato presidente Biasin. In rigoroso ordine cronologico: Mauro Milanese, Simone Giacomini, Ettore Dore, Antonino Maira, Antonio Scaramuzzino, Piergiorgio Crosti e Michele Ungaro (da Giacomini in poi tutti "implicati" nella gestione della Triestina dal 2022 al 2023 con la Atlas Consulting), gli avvocati Antonio Rampazzo e Andrea Centofanti (che avevano seguito il subentro della Atlas Consulting alla gestione Milanese-Biasin), il procuratore di calcio Marco Calleri (interessato ad entrare in società), Benjamin Rosenzweig, Alexander Menta e Sebastiano Stella (che con la LBK Triestina Holdings LLC avevano rilevato la società nel 2023 proprio dalla Atlas Consulting) e, da ultimo, gli attuali amministratori canadesi della Triestina Calcio Marco Margiotta e Olivier Centner.  Che i conti fossero decisamente "ballerini" nella gestione della Triestina era cosa risaputa a chiunque avesse una minima confidenza con i costi e ricavi medi di una società calcistica che partecipa, con alterne fortune, alla serie C, ovvero la categoria attualmente praticata dagli alabardati. Secondo quanto apparso sul quotidiano locale, in soli tre anni di gestione finanziaria quantomeno allegra, a fronte di costi "di produzione" ammontanti alla iperbolica cifra di oltre 53 milioni di euro, sono state accumulate perdite per 45,5 milioni di euro. Se questa è la situazione risultante dai libri contabili (di per sé parecchio preoccupante), ancora più inspiegabili sono i flussi in entrata registrati nelle varie gestioni: 10 milioni di euro che Atlas avrebbe "dirottato" da fondi per produzioni cinematografiche e 40 milioni di  euro che sotto la gestione Rosenzweig sarebbero transitati in un castelletto di società in cui spiccano nomi come Craft Capital e Freeport Capital. Se per la gestione Giacomini ciò che avrebbe attirato l'attenzione degli inquirenti è il richiamato finanziamento di 10 milioni che dal cinema (tramite Banca Progetto) approda al calcio, nel caso della gestione americana si è in presenza di un fiume di denaro che viene di volta in volta "dirottato" per ripianare le perdite dovute alla costosissima gestione della Triestina Calcio. Sempre secondo i bilanci depositati, certi esorbitanti costi balzano agli occhi: 12 milioni di euro per il personale, 1,7 milioni per consulenze e 1,3 milioni per trasferte per una squadra di serie C !  Insomma, se il costo medio di una serie C s'aggira sui 4 milioni di euro , qui siamo completamente fuori squadra e quel che è peggio è che, nonostante le continue iniezioni di denaro, la società è in costante crisi di liquidità, tanto che i continui inadempimenti sia verso la federazione che verso atleti e staff hanno portato alla disgraziata situazione attuale con i famosi 23 punti di penalizzazione!  Ora ci vorrebbe un miracolo per mantenere la categoria, anche se è molto probabile che a fine stagione il campionato si chiuderà con una inevitabile retrocessione in serie D.  Quanto all'ultima gestione canadese che, almeno negli intendimenti, sembra seriamente intenzionata a raddrizzare la barca, non sono chiari i passaggi formali che hanno portato House of Doge (leader mondiale dei bitcoin) al subentro nella disastrosa gestione americana. 
E ora che succede? Se i nuovi proprietari canadesi dovessero mantenere fede agli impegni dichiarati e fronteggiare i rilevanti costi di gestione da qui fino al termine del campionato, si andrebbe avanti così pur in pendenza della pesante inchiesta penale appena avviata. Altrimenti al giudice non resterebbe, a fronte di una richiesta di un creditore insoddisfatto o di una autodenuncia della società o di una richiesta del pubblico ministero, che dichiarare la liquidazione giudiziale (ovvero il fallimento) della società, con la nomina di un curatore che opererebbe in sostituzione degli organi societari e sotto il controllo del giudice delegato. Forse si riuscirebbe ad arrivare a fine stagione anche in questo caso, ma sul futuro di questa Triestina "in liquidazione" si addenserebbero pesanti incognite. Per intanto, non resta che attenersi al comunicato ufficiale della società: "L'US Triestina Calcio tiene a precisare di essere a disposizione dell'Autorità giudiziaria, al fine di offrire ogni collaborazione e chiarimento utile per l'accertamento della legittimità dell'operato dell'attuale gestione del club".  Dichiarazioni che vorrebbero essere tranquillizzanti a fronte di una situazione che non è né tranquilla, né chiara. Fossi qualche facoltoso imprenditore regionale o del ricco Nord Est con un minimo di passione per il gioco del calcio e per la nostra amata città, mi terrei pronto ad intervenire. Sia chiaro, solo a fronte di una situazione finanziaria completamente azzerata e di una serie D da affrontare con la serietà, la professionalità e la sobrietà dovute. Poi sapremo bene per chi ti fare nel prossimo, inedito derby col San Luigi!
 
APRIRA', FINALMENTE, IL NIDO DI ROIANO.
 
Dopo 650 giorni di incommentabile stallo, il Consiglio comunale di Trieste trova, con tanti mal di pancia anche in maggioranza, la soluzione che garantirà l'apertura il prossimo settembre del nuovo asilo nido di Roiano. Come forse i più attenti lettori si ricorderanno, la vicenda trae origine nell'aprile del 2024 quando la Giunta comunale approva l'affidamento in concessione a privati di una delle due nuove sezioni del nuovo asilo nido. Scatta, immediata, la protesta dei sindacati e delle opposizioni di centrosinistra che vedono in questa scelta un primo, pericoloso attacco alla gestione virtuosa e pubblica dei nidi da parte comunale. L'opposizione, quando la delibera approda in Consiglio, attua un intenso ostruzionismo che ha l'effetto di togliere dal tavolo la proposta, anche per la forte opposizione emersa in alcuni autorevoli esponenti del centrodestra. È la forzista Angela Brandi (ex assessore all'educazione) a contestare la bontà della scelta, seguita dalla leghista Declich. Volano gli stracci in maggioranza con una famosa conferenza stampa organizzata dai Fratelli d'Italia in cui, in buona sostanza, anche i Fratelli si dichiarano favorevoli ad una gestione pubblica dei nidi ma rivelano che è stato l'assessore al Bilancio Bertoli ad affermare che non c'erano risorse per assumere nuove educatrici. Passa il tempo, i bambini di Roiano crescono ed i genitori sono costretti a trovare soluzioni alternative.  E' Dipiazza ad escogitare la soluzione che ricompatta le fila della maggioranza: niente concessione, ma appalto, sempre a privati ma per un periodo limitato e con garanzie di un forte controllo pubblico sulla qualità dei servizi erogati.  La delibera approda in Consiglio lo scorso lunedì. Il dibattito che ne accompagna l'approvazione segna, in ogni caso, alcuni ulteriori spunti polemici, a dimostrazione di un clima in maggioranza che è tutto meno che tranquillo. Un esempio. Ecco le dichiarazioni lapidarie della Brandi: "Quella delibera faceva schifo".  Ora si è raggiunto un compromesso con l'appalto della durata di due anni più due: "L'appalto non è la soluzione perfetta, ma che almeno consentirà di aprire l'asilo il prossimo settembre: non era giusto né morale tenere vuoto quel nido costato tanto alla comunità". Insomma si parte con una scelta che verrà applicata anche ai due futuri asili nido prossimi all'apertura nel rione di San Giovanni ma sempre nell'ottica che, trascorso il periodo dell'appalto, il Comune: "Possa ripensare a questa modalità, e cercare di reperire risorse per assumere educatori: la questione del personale così non viene risolta, non possiamo nasconderci dietro a un dito". Le parole della Brandi sono perfettamente in linea con le opinioni espresse dal centrosinistra che critica la scelta comunale proprio perché si finisce, come sostiene il consigliere Laterza di Adesso Trieste: " per creare lavoratori di serie A e B. Con retribuzioni, tutele e condizioni molto diverse tra loro".  Nel corso del dibattito, l'opposizione riesce a far passare anche due emendamenti che attutiscono gli effetti della delibera: col primo si prevede che anche i nuovi nidi dati in appalto dovranno garantire l'accesso a tutta l'offerta formativa comunale; col secondo la Giunta si impegna ad assicurare criteri di inclusione a sostegno dei bambini con disabilità. Sicuramente i bambini (e i genitori) di Roiano ringraziano. I sindacati restano, ovviamente, sul piede di guerra attendendo con ansia i contenuti e gli esiti della gara per l'affidamento della gestione in appalto, con l'evidente finalità di vigilare affinché anche nelle nuove strutture siano offerti gli stessi servizi di quelli a gestione pubblica e con contratti per il personale adeguatamente retribuiti.
Staremo a vedere anche perché, e questo è un nostro preciso convincimento, è inammissibile ed immorale decidere di risparmiare a scapito della cura dei nostri bambini più piccoli e creando discriminazioni tra personale che svolge le medesime funzioni.
 
Mauro Zinnanti
 
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