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Pillole di stagione, Zinnanti: "Il nuovo segretario in Porto, lavori essenziali sconosciuti al Comune"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Mauro Zinnanti
DOPO 668 GIORNI DI STALLO, ARRIVA IN AUTORITA' PORTUALE NATALE DITEL, NUOVO SEGRETARIO GENERALE A FIANCO DEL PRESIDENTE MARCO CONSALVO
 
Ci sono voluti quasi due anni ma alla fine anche l'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale avrà la sua coppia. Con una mossa a sorpresa, nel corso del primo comitato di gestione convocato sotto la sua presidenza, Marco Consalvo ha proposto quale "suo" segretario generale Natale Ditel, ottenendo su questa designazione il consenso unanime dei rappresentanti nel comitato di Comune e Regione. Il nuovo segretario generale si insedierà il prossimo 13 aprile, ma nel frattempo ha già avuto modo di fare conoscenza sia con la dirigenza dell'Autorità, sia con le istituzioni cittadine. Il suo curriculum parla chiaro, delineando la figura di un professionista dalla solida esperienza nel settore della portualità. Le più recenti esperienze lavorative, infatti, lo vedono dal 2018 e per due mandati consecutivi segretario generale dell'Autorità portuale del Mar di Sardegna a fianco del presidente Massimo Deiana. Chiusa questa esperienza, Ditel aveva partecipato e vinto il concorso di dirigente addetto alla security all'Autorità portuale di Genova, incarico da cui si è dimesso per rispondere alla chiamata "giuliana" di Marco Consalvo. Classe 1964, l'avvocato Ditel si è mosso sino ad ora soprattutto nell'ambito di vari enti pubblici controllati da regione Sardegna  quali Ente foreste, Sardegna.it, Consorzio industriale di Cagliari e società consortile Cagliari Free Zone. Di totale stima le parole con le quali il presidente Consalvo ha commentato la designazione del nuovo segretario generale: "Con questa nomina rafforziamo in modo significativo la struttura dell'Authority. Ditel ha un profilo tecnico ed è un professionista che conosce da vicino l'operatività quotidiana dei porti, la macchina amministrativa e le dinamiche del lavoro portuale. La sua esperienza ci consente di contare su una figura capace di garantire continuità, ma anche di imprimere un'accelerazione concreta alle attività e ai progetti in corso".  E che ci sia una gran sintonia tra le due personalità chiamate a reggere i porti di Trieste e di Monfalcone per i prossimi quattro anni, lo confermano le prime dichiarazioni rese alla stampa da Ditel a partire da un'apertura significativa su quelli che a suo dire sono i punti di  forza della realtà portuale triestina: "Intanto quello di essere, con norma internazionale che lo prevede, un Porto Franco, una forza che non ha nessun altro. E poi abbiamo il trasporto ferroviario che parte dal porto con un 51% che viaggia su ferro...Ci sono i fondali che non hanno bisogno di dragaggio e contano un meno 18 metri, capaci di accogliere tutte le grandi navi carrier. Anche questo ci dà un vantaggio competitivo direi incommensurabile". Se, dunque, sui punti di forza dello scalo giuliano Ditel mostra di avere da subito le idee piuttosto chiare, in perfetta armonia con quanto rilevato  a suo tempo da Consalvo, altrettanto netta è la percezione della sua funzione: "Il presidente ha tutte le prerogative che gli conferisce la legge. E' vero c'è anche il segretario, ma il segretario ha un altro compito, il segretario deve far camminare la macchina amministrativa". Prudentissima, da "politico" navigato, è invece la sua posizione sulla pasticciata riforma della portualità impostata dal duo Salvini-Rixi: "Siamo solo degli esecutori, quando il decisore politico ha un'idea...noi ne prendiamo atto. C'è una grossa discussione in atto anche dentro Assoporti e mi riconosco in pieno nelle dichiarazioni fatte dai vertici dell'associazione (ndr: anch'esse molto, molto prudenti al riguardo). E' una riforma che come tutte le riforme sarà discussa nelle sedi opportune. Io credo che poi in conferenza Stato-Regioni ci sarà un'ampia discussione, dove verranno valorizzati i punti di forza e magari smussati i punti di debolezza".
Ecco, se proprio dobbiamo esprimere un auspicio, partendo dalle caratteristiche peculiari di Trieste quale Porto Franco e dalle competenze in materia di portualità riconosciute alla nostra regione in forza dello statuto di autonomia, ci saremmo aspettati molto più coraggio sull'argomento della riforma.  Anche se, a dire il  vero, questo è un compito che spetta al presidente, più che al segretario generale.  Per il resto, benvenuto Natale Ditel e sinceri auguri di buon lavoro.   
 
DAI BAGNI NELLE SCUOLE ALLA CURA DEI PARCHI: LAVORI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE QUESTI SCONOSCIUTI!  
 
Per una volta, voliamo bassi. Atterriamo, con sguardo contrito, su alcune realtà cittadine, in particolare scuole e parchi, che, dopo anni di incuria, soffrono per la mancanza, letteralmente, di alcuni servizi pubblici essenziali. Ad attirare la nostra attenzione è stato il lamento che i genitori della scuola elementare Pittoni hanno fatto arrivare sui media tempo fa. Da mesi in questa scuola 120 alunni hanno a disposizione un unico servizio igienico! La situazione, assolutamente critica, è stata più volte segnalata al Comune dalla dirigente dell'istituto Monica De Carolis. Anche il Consiglio di istituto è intervenuto chiedendo un urgente intervento di manutenzione. Da dove nasce il problema? C'è una evidente perdita della tubatura (visibile anche dalle pareti esterne della scuola) con conseguente crollo di porzioni del soffitto e formazione di muffa sui muri. Bagno inagibile, dunque, anche a tutela della sicurezza degli alunni e del personale. Solo che il problema (non risolto) si ripercuote con tutta evidenza nell'unico bagno rimasto agibile. Infatti, nonostante la capienza massima consentita sia di sei persone alla volta, si tratta di una capienza sempre disattesa e che sta causando pure spiacevoli casi di ossiuriasi (infestazione dell'intestino da parte di parassiti) e di scabbia. Insomma, una situazione delicata sotto tutti i punti di vista.  Rituale la risposta dell'assessore Lodi: "E' stato trovato un finanziamento regionale di 200 mila euro. Entro il mese (ndr: eravamo a marzo!) è prevista l'approvazione del progetto, poi si partirà con  la gara d'appalto. I lavori hanno una durata stimata di tre mesi ed è previsto di concludere l'intervento entro l'inizio del nuovo anno scolastico". Aggiungiamo, per dovere di cronaca, che la volontà comunale è quella di realizzare un intervento più complesso che prevede, oltre alla riparazione dello spandimento e dei danni al soffitto e alla facciata, anche la bonifica dell'amianto di un'aula, la sistemazione di una tubatura e la sostituzione di alcuni serramenti ammalorati. Tutte cose giuste, per carità. Ma resta un dato inconfutabile: dallo scorso gennaio e fino a giugno 120 piccoli alunni avranno a disposizione un unico servizio igienico!  Noi non ci stiamo e chiediamo al Comune di valutare l'opportunità di un intervento di somma urgenza che risolva il problema nel giro di qualche giorno e non di qualche mese! Si può fare, ne siamo convinti, solo che lo si voglia. A conferma citiamo un altro caso di servizi igienici carenti, quello dell'istituto Nordio laddove gli studenti sono costretti da tempo a lunghe attese a causa dei pochi servizi disponibili. Qui la gestione è in capo all'Ente di decentramento regionale (che prossimamente lascerà il posto alle resuscitate province) e che per il Nordio ha previsto una serie di interventi di ristrutturazione programmati per l'estate del 2026.   L'Edr però, al contrario del Comune, di fronte alle segnalazioni non si è girato dall'altra parte e ha predisposto una serie di interventi "emergenziali" che hanno permesso innanzitutto di individuare, tramite videoispezioni, i percorsi delle tubazioni ed il punto di interruzione del servizio di deflusso delle acque. A quanto è emerso, il guasto è stato causato dal collassamento della condotta e dall'intrusione degli apparati radicali degli alberi antistanti l'edificio. Conclusione: è volontà dell'Edr procedere alle opere di scavo e di ripristino entro aprile. Come a dire, che, se c'è la volontà, è possibile intervenire in situazioni di forte criticità con la necessaria e dovuta urgenza.  Chiudiamo con un accenno al Parco di Villa Revoltella, prezioso lascito al Comune del Barone Revoltella e che, nonostante si sia aggiudicato anche il titolo di parco più bello d'Italia al Concorso nazionale di Parchi e Giardini, presenta da tempo alcune zone decisamente trascurate: aree verdi, l'area delle serre e, soprattutto, lo chalet. Ovvero quella stupenda struttura inserita in un'oasi di alberi e di fiori che presenta i segni indelebili del tempo: grondaie crollate con scorrimento delle acque che hanno prodotto danni un po' ovunque, crollo degli intonaci esterni, scala esterna divorata dalla ruggine e via discorrendo. E' un vero gioiello in preda all'incuria! Dal Comune, tra un ovovia e l'altra, c'è qualcuno che intende provvedere?  Attendiamo, a breve, risposta: per intanto non osiamo immaginare come si senta il povero Barone per il trattamento ricevuto!
 
Mauro Zinnanti
 
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