Pillole di stagione, Zinnanti: "L'ottima satira del Cinciut. Che succede allo sport triestino?"
| Redazione sport | Commento del giorno

Mauro Zinnanti
DA "EL CINCIUT" UN'ORA E MEZZA DI OTTIMA SATIRA.
La location: quel gioiellino dell'Ex-Lavatoio di San Giacomo. L'organizzazione: a cura di Teatro Incontro con il contributo dell'Amis Ex-Lavatoio di San Giacomo. Il pubblico: sold out, variegato e partecipe. Siamo stati veramente in tanti lo scorso venerdì sera a rispondere all'invito della bravissima e simpaticissima redazione de "El Cinciut", che, in aggiunta all'uscita settimanale sulla sua pagina Facebook, ha pensato bene di allietare una calda serata di metà giugno con una lettura scenica ad opera degli stessi autori dei pezzi satirici, coadiuvati da qualche attore locale, illustrando rigorosamente in dialetto alcune delle più divertenti trovate satiriche che ogni domenica mattina mettono di buonumore migliaia di triestini. Ecco allora che, sotto la sapiente guida di Marco Englaro, coordinatore dell'iniziativa, si sono succeduti sul palco, ciascuno recitando un proprio pezzo, volti noti e meno noti de "El cinciut". Ne ricordiamo, in ordine sparso, alcuni chiedendo venia se non li citiamo tutti. Spassosissimo è ad esempio il decalogo (autore il noto giornalista Furio Baldassi) del nuovo futuro zupano (cioè di colui che sarà il Sindaco di Trieste dopo le elezioni del 2027).
Ecco alcune di queste "regole" pensate dall'ottimo Furio:1) no cori che 'l sapi meter el persuto in morsa e taiarlo a man. El devi gestir el Comun, no Pepi S'ciavo; 2) no servi che el sia cocolo..el devi saver ciapar anche scelte impopolari..; 3) vietado nele frasi l'uso de quant'altro e dei superlativi e quel dei social nei uichend; 4) obligatoria la conoscenza dela lingua 'taliana almeno a livelo B1; 5) bandidi selfie e auto-interviste. O te parli con la stampa tuta, o te sta zito: 6) rendering fora lege. Se te doverà ilustrar un novo, inutile progeto, te lo farà disegnandolo ti sul momento o col linguagio dei mimi; 7) esisti solo un significato dela parola sinistri, quelo asicurativo, co te fa un tiro col'auto o el scuter.
E qui mi fermo perché ogni riferimento all'attuale inquilino di Palazzo Cheba appare sin troppo evidente per non dover ulteriormente calcare la mano. Tra i più spassosi protagonisti che sono saliti sul palco una nota particolare la merita sicuramente Nevio Poclen nella parte, perfettamente riuscita, del "Rugnador" triestino, anche in accoppiata con la classica, sgradevole commessa triestina. Eccezionali le trame cinematografiche di Diego Manna e del suo Clinz Eastwood. E per chiudere in bellezza (ma solo perché non conosciamo tutti i bravissimi interpreti che si sono alternati sul palco) una menzione particolare a Davide Destradi, il noto autista di Trieste Trasporti e autore di tre spassosissimi testi ispirati alla sua pluriennale esperienza lavorativa.
Che dire? Una serata riuscitissima e certamente da replicare, forse anche in un contesto teatrale vero e proprio. Per intanto, tanti auguri a "El Cinciut" che, nato nel 2021 come inserto settimanale del Piccolo, oggi esce la domenica su Facebook. C'è bisogno, sempre, di voci così per alimentare la tradizione satirica triestina che, dopo i bei tempi della "Cittadella", ha trovato difficoltà ad emergere ma, come si suol dire, la satira è il sale della democrazia!
CHE SUCCEDE ALLO SPORT TRIESTINO?
Al di là di tutte le notizie che quotidianamente leggiamo sulle sorti dello sport di vertice in città, crediamo che sia proprio il caso, com'è nostro costume, di fare chiarezza sul futuro di Triestina Calcio e di Pallacanestro Trieste, basandosi unicamente su alcuni, indiscutibili dati di fatto.
Quanto alla Triestina Calcio, in vista della nuova stagione in Serie D, l'unica notizia certa è l'ingaggio quale direttore generale, dotato di ampie deleghe operative, di Giuseppe D'Aniello, volto ben noto in città e che ha la professionalità e le qualità giuste per preparare una buona stagione e ricostruire un buon rapporto con la tifoseria alabardata, fortemente delusa dall'andazzo della scorsa stagione. Nient'altro è sicuro. A partire dalla partecipazione (ancora in corso di valutazione) della società alla gara bandita dal Comune di Trieste per l'affidamento in gestione del Rocco dal primo agosto 2026 al 31 luglio 2027 ad un canone annuale di euro 158.425 (Iva esclusa). Da notare che le proposte dovranno arrivare in Comune entro le ore 12 del 6 luglio e che il termine per l'iscrizione al campionato di Serie D scade il 10 luglio ed entro quella data la Triestina dovrà obbligatoriamente indicare l'impianto sportivo di riferimento. Tempi stretti, non c'è che dire, anche perché l'attuale proprietà della Triestina si aspettava un onere finanziario minore, vista la categoria del campionato di appartenenza. D'altra parte però va detto che il Comune si è tutelato andando a determinare la misura del canone sulla base di una stima fatta fare dall'Agenzia delle Entrate e quindi difficilmente passibile di riduzione. Staremo a vedere come andrà a finire. Anche perché la questione del terreno di gioco è solo uno dei tasselli che vanno messi a posto in tempi rapidi prima dell'iscrizione al nuovo campionato. Serve ripianare i debiti pregressi (e su questo dovremmo quasi esserci) e poi costruire tutta la nuova squadra dal direttore sportivo all'allenatore per finire con i giocatori e con la ricostruzione del settore giovanile. Insomma, il lavoro non manca, anche se dagli States continuano ad arrivare segnali di conferma di un preciso e serio impegno per affrontare con serietà e puntualità tutti gli step propedeutici alla nuova stagione.
Di tutt'altro tenore i segnali che Paul Matiasic, attuale proprietario della Pallacanestro Trieste, continua a non mandare in merito alla prossima stagione sportiva della pallacanestro di vertice in città. Dati certi in questo caso pochissimi. Il primo: è andata deserta la gara bandita dal Comune di Trieste per l'affidamento in concessione del PalaRubini e, senza un campo di basket adeguato, la società non potrà iscriversi al prossimo campionato. In questo caso la scadenza è vicinissima. Infatti entro il 26 giugno la società dovrà presentare alla Lega Basket il titolo di disponibilità dell'impianto per l'iscrizione al torneo. Il secondo: Paul Matiasic avrà in gestione il PalaEur a Roma, dove pare pronto a trasferire il titolo sportivo della Pallacanestro Trieste. E qui da noi che succederà? Posto che esisterebbero ben due cordate interessate a rilevare la proprietà da Matiasic (di cui una guidata dall'ex presidente Gianluca Mauro) in quale campionato si accomoderanno i triestini? Nel momento in cui scriviamo queste righe, al di là di ogni ragionevole dubbio, regna l'incertezza più assoluta. Dovessimo scommettere un cent sulla prossima stagione, auspicheremmo almeno una A 2, magari acquisendo quel titolo sportivo che la Virtus Roma sta cercando faticosamente di conquistare in questo finale di stagione. Tutta questa ingarbugliata situazione ci porta ad una doverosa considerazione critica. Le regole che disciplinano il basket professionistico in Italia proprio non funzionano. Le squadre da noi hanno un preciso radicamento nelle città in cui sono nate e si sono sviluppate: dimenticare questo non giova allo sviluppo del movimento e alla lunga potrebbe portare ad un deciso raffreddamento nel tifo degli appassionati. Non tenere conto di questo fattore è una grave responsabilità da parte dei vertici di Lega e Federazione che, peraltro, continuano a sottovalutare anche la necessità di introdurre quanto prima regole che tutelino la presenza e la crescita di giocatori italiani nel massimo campionato: su questo crediamo che le recenti difficili esperienze nei tornei ufficiali della nazionale maggiore, dovrebbero pur servire a risvegliare gli animi più disattenti e sordi dei vertici del basket nostrano!
Mauro Zinnanti
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Parole chiave: Primo piano, Trieste



