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Dispersione delle ceneri in natura: la svolta normativa che cambia tutto. L'intervista a Michele Semacchi

Un cambiamento repentino, arrivato quasi a sorpresa e capace di stravolgere abitudini consolidate nel momento più delicato per una famiglia: la gestione del lutto. Al centro del dibattito c’è la disciplina che regola la dispersione delle ceneri in natura — una scelta particolarmente sentita a Trieste, dove il legame con il mare e con il Golfo spin…
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Un cambiamento repentino, arrivato quasi a sorpresa e capace di stravolgere abitudini consolidate nel momento più delicato per una famiglia: la gestione del lutto. Al centro del dibattito c’è la disciplina che regola la dispersione delle ceneri in natura — una scelta particolarmente sentita a Trieste, dove il legame con il mare e con il Golfo spinge da sempre molti cittadini a preferire questo rito di commiato. A fare il punto sulle novità normative e sulle pesanti ricadute burocratiche è Michele Semacchi, titolare di Onoranze Funebri Alabarda.

La rottura con il passato: non basta più l'accordo dei congiunti

Fino a poco tempo fa, la procedura consentiva ai parenti più stretti di farsi interpreti delle volontà del defunto anche in assenza di uno scritto formale. Era sufficiente che i familiari di primo grado — coniuge, figli o genitori — fossero tutti concordi e rilasciassero una dichiarazione formale direttamente presso l'agenzia funebre, attestando che il loro caro aveva manifestato in vita il desiderio di essere disperso, ad esempio, tra le onde del Golfo.

Oggi questo percorso non è più consentito. «È entrata in vigore da un paio di mesi una legge che ha colto un po’ alla sprovvista tutti quanti, soprattutto noi addetti ai lavori», spiega Michele Semacchi. «A differenza di quanto accadeva prima, oggi i familiari non possono più decidere autonomamente. L'autorizzazione comunale alla dispersione in natura può essere rilasciata solo ed esclusivamente se la persona defunta ha formalizzato la propria volontà in vita».

Una stretta che rischia di generare situazioni dolorose e paradossali: «Il problema è che le persone non lo sanno», sottolinea Semacchi. «Ci troviamo spesso di fronte a famiglie che esprimono questo desiderio e a cui siamo costretti a dire di no, proprio perché la legge in vigore ha cambiato radicalmente le carte in tavola. Può capitare che chi due anni fa ha potuto disperdere le ceneri della madre, oggi non possa fare la stessa cosa per il padre se non sono state seguite le nuove disposizioni».

Le sole tre strade valide per legge

Per garantire che il proprio volere venga rispettato ed evitare veti burocratici, il cittadino deve tutelarsi preventivamente. La legge attuale riconosce validità solo a tre precise modalità formali:

  1. Il testamento notarile: un atto pubblico redatto direttamente davanti a un notaio.

  2. Il testamento olografo: scritto interamente di proprio pugno, datato e firmato, che successivamente al decesso dovrà essere portato dal notaio per la pubblicazione e la registrazione come atto pubblico.

  3. La dichiarazione all'Ufficiale di Stato Civile: una facoltà poco conosciuta ma fondamentale. La persona, nel pieno delle proprie facoltà, può recarsi presso il centro civico del proprio Comune e rendere dichiarazione formale davanti all'Ufficiale di Stato Civile. Quest'ultimo redige un apposito verbale che viene trasmesso e conservato all'ufficio anagrafe, rendendo la volontà legalmente vincolante e immediatamente accessibile al momento del decesso.

«Purtroppo c’è una forte carenza di informazione da parte delle istituzioni», rileva il titolare di Onoranze Funebri Alabarda. «Nel nostro settore riscontriamo una burocrazia complessa e farraginosa che non trova paragoni nel resto dei Paesi civili europei, rendendo tutto più gravoso per chi si trova ad affrontare la scomparsa di un familiare».

«Superare il tabù e informarsi per tempo»

Il messaggio conclusivo di Semacchi punta alla consapevolezza e alla prevenzione civile:

«Il consiglio che mi sento di dare a chiunque abbia a cuore queste decisioni è di non trattare questo tema come un tabù. Bisogna pensare al proprio futuro con serenità e per tempo. Con le nostre agenzie distribuite su tutto il territorio di Trieste e provincia, siamo a disposizione per illustrare le procedure, rispondere a qualsiasi dubbio e spiegare come muoversi affinché ogni desiderio sia pienamente rispettato senza lasciare incombenze irrisolvibili a chi resta».

Denis Locoselli

Parole chiave: Primo piano
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