Scontro sul verde pubblico a Trieste: tra "alberi in scatola" e nuovi abbattimenti
A Trieste le calde giornate di fine agosto non sono rinfrescate dall'ombra degli alberi, ma sono surriscaldate da una polemica accesa che vede contrapposti cittadini, comitati ambientalisti e amministrazione comunale.
Al centro del dibattito c'è la gestione del verde urbano, una questione che negli ultimi giorni si è divisa tra l'ironia per al…
| Denis Locoselli | Attualità

A Trieste le calde giornate di fine agosto non sono rinfrescate dall'ombra degli alberi, ma sono surriscaldate da una polemica accesa che vede contrapposti cittadini, comitati ambientalisti e amministrazione comunale.
Al centro del dibattito c'è la gestione del verde urbano, una questione che negli ultimi giorni si è divisa tra l'ironia per alcune scelte d'arredo in pieno centro e la preoccupazione per i nuovi piani di abbattimento nelle aree periferiche.
Il caso che sta facendo più discutere in queste ore è senza dubbio quello dei cosiddetti "alberi in scatola". In Piazza della Borsa, e in altre parti del centro cittadino, piccoli platani sono stati inseriti all'interno di grandi fioriere di legno e metallo. L'obiettivo del Comune, che ha investito circa 50.000 euro nel progetto, era quello di creare delle piccole oasi d'ombra e dare un tocco di colore a una zona storica dove, a causa dei sottoservizi e della pavimentazione in masegni, è impossibile scavare per piantare alberi in terra viva.
L'iniziativa ha però sollevato un'ondata di critiche e ironia da parte di residenti e opposizioni politiche, rimbalzando rapidamente sui media locali e sui social. Molti considerano queste installazioni del tutto insufficienti a contrastare le isole di calore estive, sottolineando come la vita di un albero in vaso sia inevitabilmente limitata. C'è anche chi fa notare con rammarico come alcune di queste piante siano state posizionate a ridosso dei cassonetti dei rifiuti. Dal canto suo, l'assessore alle Politiche del Territorio, Michele Babuder, ha difeso la scelta spiegando che l'intervento non aveva la pretesa di rivoluzionare il microclima della città, ma solo di offrire un po' di decoro e frescura dove prima non c'era nulla. Gli esperti del settore rimangono però scettici, ricordando che solo i grandi alberi monumentali radicati nel terreno possono offrire un reale beneficio climatico.
Mentre in centro si discute sui vasi, la tensione sale nelle periferie e nelle frazioni storiche. È infatti pronto a partire un piano di interventi urgenti che prevede l'abbattimento di diverse alberature cittadine giudicate ormai compromesse o instabili dai tecnici comunali, un'operazione ritenuta necessaria per garantire la sicurezza pubblica. Massima allerta in particolare a Prosecco, dove si indaga sulla morte sospetta di alcuni cedri che presentano segni riconducibili a un possibile avvelenamento doloso.
Per i comitati ambientalisti il bilancio arboreo di Trieste resta in passivo, e la sensazione è che il destino degli alberi cittadini rimarrà ancora a lungo al centro dell'agenda politica e del malcontento popolare.








