Rizzani De Eccher, il Tribunale di Trieste respinge la proroga delle misure protettive
La vicenda della crisi finanziaria del gruppo Rizzani De Eccher, una delle principali imprese di costruzioni del Nord Est, ha raggiunto un nuovo punto critico con la decisione del Tribunale di Trieste dell’11 dicembre di respingere la proroga delle misure di protezione dai creditori. La scelta del giudice Francesco Saverio Mozzato apre ora la possibilità di azioni giudiziarie per insolvenza, segnando una fase ancora più delicata per l’azienda. Solo un anno fa era stato firmato l’accordo di riassetto con Sagitta Sgr e la creazione di Construction Holding, con l’obiettivo di rilanciare il gruppo sostenuto da banche e istituzioni. Tuttavia, già nei primi mesi del 2025 il piano si era dimostrato fragile, con le dimissioni dell’amministratore delegato Alberto Franzone e del direttore finanziario Massimo Sala. Ad aprile era stata presentata una nuova istanza di composizione negoziata, senza risultati concreti. In estate era stato elaborato un piano alternativo con la creazione di una “newco” per salvare le attività principali, sostenuta da 55 milioni di euro e con ipotetici contatti con Invitalia e Friulia. Il debito complessivo, stimato in circa mezzo miliardo di euro, resta però un ostacolo enorme. Il Tribunale ha rilevato l’assenza di accordi vincolanti con i creditori e la mancanza di progressi sostanziali. La crisi entra così in una fase più difficile, con il rischio di liquidazione e conseguenze pesanti per cantieri strategici come l’ospedale Cattinara e la ferrovia Palermo-Catania.



