Caso Resinovich, una scoperta nel boschetto rilancia dubbi sulla permanenza del corpo
Una nuova analisi scientifica potrebbe riaprire interrogativi sul caso della morte di Liliana Resinovich, grazie alla scoperta effettuata da Silvia Castro, biologa del Museo di storia naturale di Trieste. La ricercatrice ha individuato un nido di formiche Prenolepis nitens a pochi metri dal punto in cui fu trovato il corpo, una specie onnivora e attiva d’inverno, capace di raggiungere rapidamente fonti alimentari. Castro ha condotto un esperimento lasciando carne di maiale nello stesso luogo, osservando un attacco immediato degli insetti. Il dato contrasta con la presenza limitata di formiche sul corpo della donna, che secondo la consulenza medico-legale sarebbe rimasto nel boschetto per 22 giorni. La biologa richiama anche studi statunitensi sulla specie sorella Prenolepis imparis, nota per arrivare subito sui cadaveri e iniziare la decomposizione dalle aree più morbide. Per questo ritiene improbabile che il corpo sia rimasto a lungo nello stesso punto senza essere intaccato dagli insetti. La scoperta, ora in fase di pubblicazione scientifica, aggiunge nuovi elementi a un caso ancora irrisolto dopo oltre quattro anni.
(Fonte TriestePrima)
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