Candele e silenzio a Trieste: una piazza per la libertà del popolo iraniano
Un clima di intensa partecipazione ha caratterizzato la manifestazione che ha riunito circa duecento persone in piazza Ponterosso, a Trieste, per richiamare l’attenzione sulla situazione dei diritti umani in Iran. La veglia, segnata da candele e silenzi condivisi, ha trasformato il centro cittadino in uno spazio di ascolto e denuncia civile. Gli organizzatori hanno ribadito il carattere pacifico dell’iniziativa, pensata per dare voce a chi, nel Paese mediorientale, rischierebbe la vita esprimendo dissenso. Ai presenti è stato distribuito un manifesto che descrive un sistema definito repressivo, dove la libertà sarebbe punita con carcere, violenze o morte. Il testo denuncia uccisioni, repressioni armate e occultamento delle prove, insieme al blocco delle comunicazioni come strumento di isolamento. Tra i passaggi più forti, l’appello alla comunità internazionale affinché il silenzio non diventi complicità. Richiesto anche un maggiore intervento degli organismi globali e la classificazione dell’IRGC come organizzazione terroristica. La serata si è svolta senza toni di odio, ma con un forte richiamo alla dignità umana e alla memoria delle vittime. Trieste, ancora una volta, si è proposta come luogo di testimonianza civile e attenzione verso le libertà negate.
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