Proroga di 90 giorni per le analisi sui reperti legati alla morte di Liliana Resinovich

I periti incaricati delle analisi sui reperti collegati alla morte di Liliana Resinovich hanno richiesto al giudice per le indagini preliminari Flavia Mangiante ulteriori novanta giorni per completare gli accertamenti, come riportato da Il Piccolo. La proroga riguarda le verifiche genetiche, merceologiche e dattiloscopiche su oggetti e materiali sequestrati nel corso dell’inchiesta. Una prima estensione dei tempi era già stata concessa a gennaio per sessanta giorni, con scadenza fissata al 9 marzo, ma la complessità degli esami ha reso necessario un ulteriore slittamento. I tecnici stanno cercando tracce di Dna, impronte e riferimenti merceologici sui cordini trovati sul corpo della donna e su quello che teneva unite le chiavi, confrontando i tagli con le lame delle oltre settecento forbici e coltelli sequestrati al marito Sebastiano Visintin, indagato per omicidio. Sono oggetto di analisi anche un braccialetto, gli abiti della vittima e quelli sequestrati a Visintin, oltre alle suole degli scarponcini indossati da Resinovich al momento del ritrovamento. È previsto inoltre un confronto tra il Dna del medico legale Fulvio Costantinides e alcune formazioni pilifere rinvenute sul corpo, così da chiarire ogni possibile contaminazione e contribuire alla ricostruzione definitiva del caso.
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