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Controlli e sicurezza a Barcola: la Polizia Locale di Trieste arresta il presunto responsabile di un furto

Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue. Rimane alta l'attenzione della Polizia Locale di Trieste lungo il litorale di Barcola, anche grazie alla presenza costante di pattuglie sia a scopo prev…
 |  Denis Locoselli  |  Cronaca

Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue. Rimane alta l'attenzione della Polizia Locale di Trieste lungo il litorale di Barcola, anche grazie alla presenza costante di pattuglie sia a scopo preventivo che repressivo, finalizzata a garantire ai numerosi bagnanti la possibilità di poter godere delle stagione balneare in serenità. Come era già avvenuto infatti il 23 ed il 26 giugno scorsi, a stagione appena iniziata, quando la Polizia Locale aveva rintracciato, identificato e deferito all'Autorità Giudiziaria due persone che, in due distinti episodi, si erano rese responsabili di furti ai danni dei bagnanti (in un caso il presunto responsabile era stato trovato anche in possesso di un coltello a serramanico), nel pomeriggio del 13 agosto un ulteriore caso di furto è stato intercettato e risolto nell'immediatezza dagli agenti in servizio sul lungomare. 

Durante il normale pattugliamento, gli operatori del Nucleo Interventi Speciali (NIS) notavano un uomo appartato su delle scalette che conducevano a numerose abitazioni di viale Miramare, intento a rovistare in un voluminoso borsone nell'apparente intento di rivestirsi. Tuttavia il luogo in cui l'uomo si era appartato, ovvero distante dal lungomare e dalle spiagge, insospettiva gli operatori che decidevano di procedere comunque ad un controllo. L'uomo risultato successivamente con plurimi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio e già destinatario di un ordine di espulsione dal territorio nazionale, non era in grado di giustificare il possesso del borsone, al cui interno venivano rinvenuti documenti, telefoni cellulari, effetti personali e un’ingente somma di denaro contante appartenenti a due ignari turisti di nazionalità serba che si trovavano al mare poco distanti. 

La refurtiva recuperata è stata immediatamente restituita agli aventi diritto, mentre il presunto responsabile, sentito il Sost. Procuratore di turno dott. Marco Faion, veniva tratto in arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Trieste in attesa del processo per direttissima. Si precisa infine che il procedimento nei confronti degli indagati è in fase di indagini preliminari. Le acquisizioni investigative hanno natura provvisoria: i provvedimenti cautelari emanati e le contestazioni formulate non hanno carattere definitivo. Inoltre, per il principio della presunzione d’innocenza, le persone sottoposte ad indagini non possono essere considerate colpevoli prima dell’accertamento definitivo della responsabilità. Perciò non sono fornite generalità dell’indagato, né elementi per la sua identificazione.

(C.S.)

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