Piazza Garibaldi, serrande abbassate per un mese: il provvedimento del Questore contro il degrado e le notti moleste
La convivenza tra il popolo della notte, le attività commerciali e il diritto al riposo dei residenti torna a essere un tema centrale a Trieste, focalizzando l'attenzione su piazza Garibaldi. Una delle piazze più vive e complesse della città è diventata lo scenario dell'ultimo, drastico provvedimento della Questura, che ha imposto la chiusura forz…
| Denis Locoselli | Cronaca

La convivenza tra il popolo della notte, le attività commerciali e il diritto al riposo dei residenti torna a essere un tema centrale a Trieste, focalizzando l'attenzione su piazza Garibaldi. Una delle piazze più vive e complesse della città è diventata lo scenario dell'ultimo, drastico provvedimento della Questura, che ha imposto la chiusura forzata per ben trenta giorni a un noto bar situato all'angolo con via della Raffineria. Non si tratta di una sanzione improvvisa, ma del culmine di un lungo periodo di monitoraggio da parte delle forze dell'ordine, sollecitate a più riprese dalle continue proteste e dagli esposti degli abitanti del quartiere.
L'area intorno a piazza Garibaldi, da tempo sotto la lente d'ingrandimento delle autorità per una gestione complessa dell'ordine pubblico, ha visto esasperarsi alcune dinamiche legate alla cosiddetta "mala movida". Secondo i rapporti e i verbali accumulati nel corso dei mesi, il locale in questione si era progressivamente trasformato in un punto di ritrovo abituale per soggetti problematici e individui con precedenti penali. A far traboccare il vaso è stata la gestione quotidiana della clientela, caratterizzata da un consumo incontrollato di alcolici che spesso sfociava fuori dalle mura del locale, invadendo lo spazio pubblico circostante.
Le serate si trasformavano regolarmente in un incubo per chi abita nella zona. I residenti hanno denunciato un quadro di degrado ormai insostenibile, fatto di schiamazzi notturni prolungati fino alle prime luci dell'alba, litigi verbali e vere e proprie rissa tra avventori alterati dall'alcol. Una situazione che ha spinto il Questore a firmare il decreto di sospensione della licenza per un mese, applicando l'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Questo strumento legale permette di congelare l'attività non tanto per punire il commerciante, quanto per privare i soggetti turbolenti del loro abituale punto di aggregazione, restituendo temporaneamente serenità al quartiere.
Questo stop di trenta giorni non è un fulmine a ciel sereno per la zona, che già in passato era stata teatro di interventi simili. Solo poche settimane prima, un altro bar situato a brevissima distanza aveva subito un provvedimento analogo, seppur più breve. L'azione della Questura lancia un segnale chiaro: la tolleranza verso i fenomeni che minacciano la sicurezza urbana e la quiete pubblica è ormai ridotta al minimo. L'obiettivo dichiarato resta quello di trovare un equilibrio tra il diritto dei locali di lavorare e quello dei cittadini di vivere in un ambiente sicuro e decoroso.







