Nuovo blitz interforze nei cantieri di Porto Vecchio
Nella giornata di oggi, giovedì 3 settembre, l'area del Porto Vecchio di Trieste è stata teatro di un massiccio intervento di controllo del territorio, concentrato in particolar modo attorno ai cantieri dedicati alla messa in sicurezza del Torrente Chiave.
L'operazione, nata da una serie di segnalazioni mirate e coordinata direttamente dalla P…
| Denis Locoselli | Cronaca

foto Marino Sterle
Nella giornata di oggi, giovedì 3 settembre, l'area del Porto Vecchio di Trieste è stata teatro di un massiccio intervento di controllo del territorio, concentrato in particolar modo attorno ai cantieri dedicati alla messa in sicurezza del Torrente Chiave.
L'operazione, nata da una serie di segnalazioni mirate e coordinata direttamente dalla Prefettura, ha portato al rintraccio di circa venti migranti che avevano allestito un rifugio temporaneo e del tutto precario all'interno delle strutture in lavorazione.
Questo intervento si colloca all'interno di una più ampia strategia di bonifica e messa in sicurezza dei vecchi stabilimenti fatiscenti dell'area portuale, un piano d'azione avviato lo scorso dicembre grazie alla stretta collaborazione tra il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia.
Per garantire l'efficacia dei controlli e vigilare sui confini delle aree di cantiere, le forze dell'ordine sono state affiancate anche dal personale dell'Esercito Italiano. Fino a questo momento, le attività di sigillatura hanno permesso di inibire l'accesso a 14 edifici storicamente utilizzati come dormitori abusivi, riducendo drasticamente i pericoli legati ai crolli e tutelando la prosecuzione dei lavori di rigenerazione urbana legati al macro-progetto Porto Vivo.








