Il Friuli Venezia Giulia avvia la riforma che riporta le Province elettive e ridisegna le autonomie locali

Il Friuli Venezia Giulia entra in una nuova fase istituzionale con l’approvazione del disegno di legge n. 86, che sancisce il ritorno delle Province come enti eletti direttamente dai cittadini e chiude l’esperienza degli Enti di decentramento regionale. La riforma, resa possibile dalla modifica dello Statuto speciale introdotta nel 2026, ripristina un sistema articolato su tre livelli: Comuni, Province e Regione. Le nuove Province – Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone – manterranno i confini storici e saranno chiamate a rappresentare le comunità locali, coordinare le funzioni di area vasta e valorizzare la vocazione internazionale del territorio. Il presidente e il Consiglio provinciale torneranno a essere scelti dagli elettori, con mandati quinquennali e limiti di durata, mentre la composizione delle Giunte sarà definita dagli statuti. Dal 2027 inizierà il trasferimento delle competenze dagli Edr alle Province, a partire dall’edilizia scolastica, dalla viabilità e da numerose funzioni autorizzatorie. Le Province diventeranno inoltre un punto di riferimento per i piccoli Comuni, offrendo servizi tecnici e amministrativi e supporto nella progettazione di opere pubbliche. La transizione sarà accompagnata da una Cabina di regia e da conferenze dedicate a scuole e servizi, mentre il personale degli Edr passerà automaticamente alle nuove strutture. Un Fondo unico garantirà autonomia finanziaria e continuità operativa. La riforma segna una svolta per le autonomie locali, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento istituzionale e restituire ai cittadini un ruolo diretto nella scelta degli organi provinciali.
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