Calenda a Trieste: l'Europa unita e l'asse del dialogo con Fedriga
Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha scelto il prestigioso palcoscenico del Teatro Verdi di Trieste per lanciare la sua ricetta sul futuro dell'Unione Europea, trasformando la presentazione del suo ultimo libro, "Difendere la libertà. L'ora dell'Europa", in un vero e proprio laboratorio politico. Davanti a una platea attenta, l'ex ministro ha di…
| Denis Locoselli | Politica

Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha scelto il prestigioso palcoscenico del Teatro Verdi di Trieste per lanciare la sua ricetta sul futuro dell'Unione Europea, trasformando la presentazione del suo ultimo libro, "Difendere la libertà. L'ora dell'Europa", in un vero e proprio laboratorio politico. Davanti a una platea attenta, l'ex ministro ha dialogato apertamente con il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, dando vita a un confronto che ha subito acceso i riflettori sulle future geometrie politiche del nostro Paese.
Durante il dibattito, Calenda non ha risparmiato elogi nei confronti del governatore leghista, definendolo una figura moderata e stimabile. Questo attestato di stima ha aperto uno spiraglio significativo sul posizionamento territoriale di Azione: pur ribadendo la volontà di correre in autonomia a livello nazionale, il segretario ha confermato che il suo partito resta pronto a dialogare a livello locale con la Lega "di governo" incarnata proprio da Fedriga e Luca Zaia, distinguendola nettamente dalle correnti più populiste della destra. Dal canto suo, Fedriga ha incassato i complimenti ma ha preferito mantenere il massimo riserbo sulle indiscrezioni riguardanti il proprio futuro politico e un eventuale impegno diretto sulla città di Trieste, rimandando ogni decisione al tavolo della coalizione.
Al di là delle manovre di alleanza, il cuore dell'intervento di Calenda è stato un accorato appello per un'Europa forte e autonoma, sintetizzato nel monito "o si fa l'Europa o si muore". Per rispondere alle grandi sfide geopolitiche globali, il leader di Azione ha tracciato una strategia netta che si poggia sulla proposta di un piano straordinario di debito comune europeo da mille miliardi di euro, da finanziare in parte attraverso l'introduzione di un dazio del 10% sulle merci cinesi. Una parte cruciale di questi investimenti, secondo il manifesto di Azione, dovrebbe andare alla sicurezza globale, in particolare per la costruzione di uno scudo antimissile e antidroni sul fronte orientale dell'Unione, un tema che acquista un significato ancora più profondo in una città di frontiera come Trieste. Alla serata ha preso parte anche il deputato Ettore Rosato, confermando l'importanza dell'appuntamento nel definire la strategia del centro moderato.










