Il basket lascia Trieste? Visintin: "La città non merita questo trattamento"
Questa volta il nostro affezionato lettore Claudio Visintin punta l'indice sul basket e sulle recenti notizie che non sembrano portare nulla di positivo per il futuro. Anzi.
Sembra che ci risiamo: i mercanti si comprano il giocattolo "squadra basket" e fanno ciò che vogliono, lo portano via, cambiano idea dopo aver ingannato una piazza, una città come Trieste. Cari dirigenti, avete comprato il titolo ma non la nostra dignità, il forte legame che da sempre intercorre fra la città e la sua squadra e della grande passione che storicamente unisce il binomio basket-Trieste. Trieste che ha il secondo pubblico che riempie il palazzetto con seimila anime competenti di pallacanestro. Ciò che i seimila abbonati della Pallacanestro Trieste e l'intera città non meritano proprio, è questo trattamento. Business is business, lo sappiamo e lo capiamo: questa proprietà è sbarcata a Trieste non certo per un particolare legame con il territorio, con i suoi valori, con la sua tradizione. "Noi facciamo ciò che ci pare e ci conviene" è il messaggio non detto e non scritto, eppure ben più che subliminale. Alla fine, vi faremo sapere senza alcun rispetto anche per le istituzioni della Regione e del Comune che sono state vicini alla società e che ora si sentono tradite, sulla notizia della volontà del presidente Paul Matiasic di trasferire il titolo sportivo a Roma per entrare nella partita della nascente NBA Europe. L'amministrazione regionale non può che ritenere inverosimili le indiscrezioni di stampa relative al possibile trasferimento in un'altra sede del titolo sportivo di Serie A della Pallacanestro Trieste, unitamente al diritto a partecipare alla Basketball Champions League - ha dichiarato il governatore. Se, viceversa, questa ipotesi dovesse corrispondere alla realtà, ci troveremmo di fronte ad una grave mancanza di rispetto nei confronti di un intero territorio e delle sue istituzioni che hanno prima accolto e poi sostenuto - finanziariamente e non solo - la nuova proprietà. Ma si può? Sia nel calcio, sia nel basket, gli ultimi quarant'anni hanno "regalato" ai tifosi alabardati e biancorossi emozioni societarie altalenanti di cui avrebbero fatto volentieri a meno. Ci vuole rispetto, è anche una questione morale. Povera Trieste sportiva nello sport più seguito, no, non meritiamo questo, ci risiamo, non è una novità una sconcertante serie di fallimenti di cui si è ormai perso il conto, traguardi faticosamente raggiunti e poi svaniti come nebbia al sole. Da appassionati tifosi, fino a prova del contrario, speriamo che le voci non siano vere e che il progetto di Matiasic continui a Trieste. Come dicono a Milano… sperem.
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