Skip to main content

Il dramma dei pazienti, Gianluca S.: "Il mio medico di base è diventato un segretario, la sanità ha perso il cuore"

Riceviamo e pubblichiamo questa segnalazione sulla situazione dei medici di famiglia, un dramma per i pazienti. Scrivo per segnalare una situazione che vivo quotidianamente sulla mia pelle e che, parlando con vicini e conoscenti, so essere ormai un dramma comune a migliaia di cittadini. La figura del medico di famiglia, quella su cui abbiamo basa…
 |  Redazione sport  |  Segnalazioni
Immagine dimostrativa

Riceviamo e pubblichiamo questa segnalazione sulla situazione dei medici di famiglia, un dramma per i pazienti.

Scrivo per segnalare una situazione che vivo quotidianamente sulla mia pelle e che, parlando con vicini e conoscenti, so essere ormai un dramma comune a migliaia di cittadini. La figura del medico di famiglia, quella su cui abbiamo basato per decenni la nostra sicurezza e la nostra salute, è di fatto scomparsa. Al suo posto troviamo professionisti inghiottiti dalla burocrazia, trasformati in segretari passacarte e sempre più distanti dai bisogni reali delle persone.

Ricordo bene il medico di una volta: conosceva la storia di tutta la famiglia, ti guardava negli occhi, entrava in casa con empatia e il tempo dell'ascolto faceva già parte della cura. Oggi entrare in uno studio medico dà una sensazione completamente diversa. Il dottore passa l'intera durata della visita con gli occhi incollati allo schermo del computer, sommerso da ricette elettroniche, certificati telematici, rinnovi di piani terapeutici e scadenze digitali.

Ottenere un appuntamento è diventato un percorso a ostacoli tra centralini perennemente occupati, filtri di segreteria e messaggi automatici. Le visite a domicilio sono ormai un miraggio. Ci si sente trattati come codici fiscali da smaltire in fretta per non far ingolfare la sala d'attesa, piuttosto che come persone malate in cerca di rassicurazione e competenza. Sia chiaro: la mia non è un'accusa diretta ai medici. Sono consapevole che anche loro sono vittime di un sistema impazzito, costretti a gestire fino a 1.800 pazienti da soli, senza un adeguato supporto amministrativo fornito dallo Stato. Ma il risultato per noi cittadini è disastroso. Privati di un punto di riferimento sul territorio, siamo costretti a rinunciare alle cure o a intasare il Pronto Soccorso anche per piccoli problemi, aggravando la crisi degli ospedali.

La digitalizzazione doveva semplificarci la vita, ma ha finito per disumanizzare la medicina. Chiedo al vostro giornale di dare voce a questo disagio: abbiamo urgente bisogno che la burocrazia venga lasciata alle macchine, restituendo il medico ai suoi pazienti prima che il legame di fiducia si spezzi definitivamente.

Cordiali saluti, Gianluca S.

#ilmeridianots #medicidifamiglia

Parole chiave: Trieste