Monfalcone nel segno dell’inclusione: il Giro d’Italia di Handbike conquista la città
Velocità, determinazione e una straordinaria lezione di vita e di sport. Le strade di Monfalcone si sono trasformate ieri, domenica 12 luglio, nel palcoscenico della terza attesissima tappa del Giro d'Italia di Handbike. Per il terzo anno consecutivo, la prestigiosa carovana paraciclistica – consid…
| Denis Locoselli | Sport

Velocità, determinazione e una straordinaria lezione di vita e di sport. Le strade di Monfalcone si sono trasformate ieri, domenica 12 luglio, nel palcoscenico della terza attesissima tappa del Giro d'Italia di Handbike. Per il terzo anno consecutivo, la prestigiosa carovana paraciclistica – considerata la più importante manifestazione di settore a livello europeo – ha scelto la città dei cantieri come unica vetrina in tutto il Friuli Venezia Giulia, confermando il legame indissolubile del territorio con lo sport inclusivo.
Circa cinquanta campioni della disciplina si sono dati battaglia colpo su colpo, spingendo al massimo sulle loro tre ruote. Non si è trattato solo di una festa di popolo, ma di una gara dall'altissimo valore agonistico: i punti in palio sul circuito monfalconese erano infatti cruciali per le qualificazioni alle prossime Paralimpiadi di Los Angeles.
Il cuore dell'evento è stato un anello cittadino di 5,53 chilometri, un tracciato interamente pianeggiante ma tecnico, studiato per esaltare le doti di velocità e fondo degli atleti. Lo start ufficiale è scattato alle ore 11:00 in via Fratelli Rosselli, proprio davanti al comando della Polizia Locale.
Da lì, in un susseguirsi di sorpassi e strategie di gara, la carovana colorata ha sfrecciato lungo via Matteotti, via Valentinis e via Tonzar, prima di fare ritorno sul rettilineo d'arrivo intorno alle 13:00. Lungo i cordoli delle strade, centinaia di cittadini e appassionati hanno sfidato il caldo estivo per far sentire il proprio calore, incitando ogni singolo atleta dal primo all'ultimo giro.
Il successo di una macchina organizzativa così complessa è stato reso possibile da uno sforzo corale. Per blindare il percorso e garantire l'incolumità dei ciclisti e dei pedoni, è stato schierato un vero e proprio esercito della sicurezza: oltre 80 addetti, tra agenti della Polizia Locale e volontari delle associazioni d'arma e di protezione civile, hanno presidiato i varchi e gestito la viabilità cittadina senza registrare alcuna criticità.
Con la tappa di ieri, Monfalcone non ha solo ospitato una competizione sportiva di alto livello, ma ha ribadito il suo manifesto politico e sociale: dimostrare che, quando si abbattono i pregiudizi e le barriere architettoniche, lo sport rimane uno solo, universale e accessibile a chiunque abbia la forza di mettersi in gioco.










