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Pallacanestro Trieste: diversi i nodi da sciogliere sul mercato dei giocatori

La nuova stagione della Pallacanestro Trieste si preannuncia come una delle più delicate e complesse degli ultimi anni. A pochissimi giorni dal raduno ufficiale, l’ambiente biancorosso vive ore di febbrile attesa e profonda transizione, con un roster ancora ridotto all'osso e molte caselle fondamen…
 |  Denis Locoselli  |  Basket
La nuova stagione della Pallacanestro Trieste si preannuncia come una delle più delicate e complesse degli ultimi anni. A pochissimi giorni dal raduno ufficiale, l’ambiente biancorosso vive ore di febbrile attesa e profonda transizione, con un roster ancora ridotto all'osso e molte caselle fondamentali rimaste completamente scoperte. Il general manager Michael Arcieri e il confermato head coach Francesco Taccetti si trovano a gestire una vera e propria corsa contro il tempo. L’obiettivo è consegnare al nucleo tecnico una squadra competitiva per il prossimo campionato di Serie A, che prenderà il via il 27 settembre con una sfida impegnativa in casa dei campioni d'Italia dell'Olimpia Milano.
 
Il mercato estivo della compagine giuliana finora ha faticato a decollare, lasciando per strada pedine fondamentali della scorsa stagione, come il capocannoniere Jahmiah Ramsey trasferitosi a Napoli. Attualmente, coach Taccetti può contare su un gruppo di soli sei giocatori certi. Il faro della squadra rimarrà il playmaker Colbey Ross, chiamato a prendere in mano le redini della manovra fin dalle prime amichevoli della pre-season. Accanto a lui, il colpo più fresco porta il nome del giovane talento azzurro Abramo Canka, guardia-ala classe 2002 arrivata con un accordo pluriennale per aggiungere fisicità ed energia sul perimetro. Nello scacchiere dei tecnici entrano anche forze fresche in panchina, grazie agli innesti degli assistenti Matteo Cassinerio e Tommaso Della Rosa.
 
A bloccare i piani societari è soprattutto il complicato "caso" legato a Markel Brown. La guardia statunitense sta spingendo con decisione per forzare l'uscita dal club, nonostante un contratto in essere molto pesante. La trattativa per la risoluzione o per la cessione a squadre interessate è congelata a causa della richiesta di buyout pretesa da Trieste, un braccio di ferro che rallenta inevitabilmente le altre mosse in entrata.
 
Le lacune più evidenti e preoccupanti riguardano però il reparto lunghi. All'appello mancano ancora i due pivot stranieri titolari, figure necessarie per dare centimetri, solidità e protezione sotto i tabelloni. Trovare alternative valide si sta rivelando un’impresa ardua: il mercato italiano offre pochissime opzioni qualitative e i profili sondati finora non hanno sbloccato la situazione.
 
Fortunatamente, se sul parquet si naviga a vista, fuori dal campo è arrivata una boccata d'ossigeno vitale. Dopo il cambio di proprietà che ha visto il gruppo americano Newport Holdings LLC rilevare le quote di maggioranza della società da Paul Matiasic, ponendo l'ex giocatore NFL Connor Barwin alla presidenza.
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