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Alcione-Triestina 1-0, Gasperutti: "Ben, hai fallito e devi vendere"

Ha preso il via quello che si appresta ad essere, per la Triestina, uno dei più assurdi e insensati campionati della storia della Società. Due parole sono d’obbligo per le vicende societarie che purtroppo incidono pesantemente sulla vita stessa della nostra squadra, purtroppo tutti noi parliamo…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti

Ha preso il via quello che si appresta ad essere, per la Triestina, uno dei più assurdi e insensati campionati della storia della Società.

Due parole sono d’obbligo per le vicende societarie che purtroppo incidono pesantemente sulla vita stessa della nostra squadra, purtroppo tutti noi parliamo per supposizioni, perché di sicurezze non ne abbiamo come notizie certe, dato che dalla sede non ne filtrano troppe. Per fortuna esiste il web, dove ci sono dei tifosi informatissimi che riescono a spiegare con dovizia di particolari il tutto.

Io amo la mia squadra, la seguo da tempo immemore e posso solo augurarmi che le cose si mettano a posto quanto prima, ma ad oggi vedo un’unica soluzione: il buon Ben ha fallito la sua missione, deve rendersene conto e vendere, lo stesso posso affermare anche per il suo braccio destro Menta, che è stato protagonista di uno sperpero imbarazzante di fondi, per poi partorire un topolino malforme che non è in grado di sopravvivere nella terza serie italiana, dove invece pascolano realtà locali, pur prive dei mezzi che ha avuto a disposizione la Triestina.

Una situazione analoga ma non a tal punto imbarazzante, la ricordo nel campionato 1970-71 quando arrivarono i portogruaresi, e quando una squadra pur valida, come non è malvagia pur con le sue lacune e incompletezze quella odierna, finì per retrocedere. Passo oltre a questi tristi eventi di cui posso soltanto fare supposizioni senza avere certezze, per parlare invece di sport e di calcio, eventi di cui mi piace discutere, perché almeno ho modo di vedere e posso farmene un'opinione.

Bizzarro è stato questo inizio di stagione, con il raduno della squadra sempre posticipato; con le incertezze proprie sulla partecipazione al campionato, causa pagamenti e denaro che non arrivava dagli States; con una rosa che si sfoltiva dei suoi petali giorno dopo giorno, e …… come poteva essere allora la prima di campionato in quel di Sesto San Giovanni? Proprio come lo è stata, come potevamo aspettarcela: una squadra un po’ improvvisata messa in campo raschiando il fondo del barile, lacunosa, imperfetta, ma con dei valori e con tanta dignità, che ha tenuto bene il campo ed è stata beffata oltre i suoi meriti.
Questa sua prima esibizione mi ha ricordato tante altre analoghe, in avvio del campionato scorso: la squadra giocava, teneva con sufficienza il campo, ma poi a vincere erano sempre gli avversari. Anche contro l’Alcione è successa la stessa cosa: Triestina a comandare il gioco, intessere le sue trame, un po’ prolisse, ma tutto sommato anche logiche e piacevoli, ma che mancavano della dovuta incisività.
Gli avversari invece, che pur rappresentando nella terza serie una metropoli, è pur sempre una squadra rionale dal piglio provinciale, con uno spirito garibaldino, tanta verve, la dovuta cattiveria agonistica, fiato e gambe, caratteristiche adatte alla serie C.
Poi c’è stato il gol, che è la ciliegina sulla torta, perché quando le cose devono andare male, vanno male e a Trieste noi siamo specialisti per attirarci addosso tutte le disgrazie possibili; siamo o non siamo la città del “no se pol”? Una buona partenza della Triestina, un bel tiro di Attys, una conclusione potente dal limite di Jonsson che sembra fare breccia, ma portentosa è la risposta del portiere avversario. Poi siamo al 13’ e l’Alcione riesce a superare la metàcampo ma di poco, 4-5 metri soltanto e Pitou, un peperino niente male ma velleitario come tanti giocatori che non riescono a fare il salto di qualità a causa della loro stazza, vedendo Matosevic al limite della propria area di rigore, lo beffa con un tiro cercato, che supera e beffa il malcapitato portiere, batte sotto la traversa e si insacca. La giornata del nostro portiere finisce qui, perchè poi lo troveremo protagonista più con in piedi in funzione di libero, che con le mani, anche se in una situazione su un tiro rasoterra, l’ho visto un po’ in imbarazzo.
La Triestina da questo momento, e la partita era appena iniziata, ha cominciato a tessere la sua trama, una ragnatela di passaggi che non trovavano sbocchi, ma che ha cercato sempre caparbiamente con volontà e sufficiente ordine. Purtroppo e mi rifaccio a quanto scrivevo lo scorso anno, la squadra offensivamente parlando, ha delle lacune che non sono state mai risolte e non traggano in errore i tanti gol di Olivieri, perché frutto per la maggior parte di rigori. Gli alabardati hanno comunque tirato tanto a rete, dalla distanza, perché in area era difficile entrarci e cercato di mettere in mezzo all'area tanti cross, ma nessuno ha le caratteristiche del rapace alla De Falco o dell’ariete alla Godeas. Ci sono state una marea di opportunità, dove è mancata la cattiveria agonistica, dove si è cercato di più l’assist che l’affondo, dove non si è mai riusciti ad anticipare l’avversario più deciso.
Di partite di questo genere, purtroppo, siamo destinati a vederne parecchie, perché queste sono le caratteristiche della squadra, nè più nè meno di quelle che erano lo scorso anno, perché gli interpreti grosso modo sono sempre gli stessi. Buona comunque l’impressione visiva della Triestina, ordinata, manovriera, con tutti gli interpreti che hanno dato il massimo e che accomuno nella sufficienza, pur con le dovute puntualizzazioni già descritte.
Pedicillo, che non conoscevo, mi ha fatto una buona impressione, è intraprendente e cerca la conclusione a rete, purtroppo era sempre defilato e i suoi tiri sono stati sempre controllati dal portiere. Generosissimo capitan Ionita, che ha dato l’esempio a tutti onorando la maglia, pur senza scudetto, ma complessivamente nulla da eccepire, soltanto alcune inesattezze a centrocampo, che innescava i contropiedi degli arancioni, che erano le uniche possibilità concesse loro per essere pericolosi.
Chiuso il sipario sulla prima di campionato, si apre un’altra settimana di passione, sfibrante, come lo sono state le ultime e non mi auguro di dover passare tutta la stagione a dover aspettare sempre con ansia notizie sull’arrivo o meno dei fondi per “sopravvivere”. Ben DEVI VENDERE, Trieste e chi ama la Triestina non si merita questa agonia….. poi, speriamo di cadere in piedi, perché nell’ultimo ventennio non è che ce la siamo passata proprio benissimo con le varie proprietà succedutesi, Biasin a parte.           
 
BRUNO GASPERUTTI
Parole chiave: Trieste
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