Lumezzane-Triestina il giorno dopo, Gasperutti: "Primo tempo orribile, poi Unione brava e fortunata"
Il calcio a volte è veramente imprevedibile e la Triestina con la prestazione meno convincente tra quelle fornite in queste prime battute del campionato, conquista la sua prima pesantissima vittoria.
In certi frangenti durante la stagione il risultato è l’unica cosa che conta, sia per il tifoso ch…
| Redazione sport | Serie C

Bruno Gasperutti
Il calcio a volte è veramente imprevedibile e la Triestina con la prestazione meno convincente tra quelle fornite in queste prime battute del campionato, conquista la sua prima pesantissima vittoria.
In certi frangenti durante la stagione il risultato è l’unica cosa che conta, sia per il tifoso che per i media e in questo momento anche per la Triestina, ma a lungo andare se non lo si ottiene attraverso il gioco e la solidità di squadra ma è frutto soltanto di occasionalità, prima o poi i nodi vengono al pettine.
Il primo tempo degli alabardati ieri è stato orribile; squadra bloccata, sulle gambe, giocatori lenti che venivano sempre anticipati dai più brillanti e in palla bresciani. Il centrocampo della Triestina che rappresenta il punto di forza della formazione, era in soggezione davanti agli arrembanti Paghera, Malotti e Rocca ai quali non riuscivano a porre freno giocando con paura. Ionita era stranamente poco presente, Louati fuori partita oggetto misterioso, un D’Urso che da migliore in campo nella gara precedente non riusciva a controllare un pallone. Davanti il solito generosissimo Vertainen veniva sempre anticipato e l’attacco risultava non pervenuto, ma anche la difesa, non dimostrava la solidità che aveva avuto nelle prime partite. In questo frangente la Triestina è stata assistita dalla buona sorte nel suo difficile approccio alla gara, quando aggredita dai bresciani, ha visto il legno respingere all’8’ un gran tiro dal basso in alto di Malotti a portiere battuto. Poi al 30’ un contropiede 3 contro 2 liberava ancora Malotti da solo davanti a Matosevic, ma fortunatamente non centrava lo specchio sprecando un’occasione d’oro. Il primo tempo era agli sgoccioli e si sperava che nella ripresa Marino avrebbe sistemato la squadra che era stata veramente brutta. Però il calcio moderno che piace tanto a chi lo governa, ha fatto nuovamente capolino sul terreno di gioco. In questo caso non parlo del FVS, che potrebbe pure essere un mezzo di riflessione su episodi controversi sfuggiti all’arbitro, ma nell’interpretazione corrente che si sta dando a degli episodi che fino a 10 anni fa, sarebbero passati totalmente inosservati. Sfido chiunque a ricordare episodi analoghi nei primi 100 anni di storia del calcio, venir valutati come correntemente si fa oggi, di calcio ne ho visto parecchio, ma ora purtroppo mi devo fare una ragione perché queste sono le regole cambiate in corso d’opera. Faccio però una riflessione, mentre un tempo i difensori in genere potevano far valere la loro vigoria mettendo pressione agli attaccanti che avevano come scopo quello di addomesticare il pallone per renderlo disponibile per il tiro o una giocata, oggi le parti si sono totalmente invertite. Il difensore oltre ad aver imparato ad assumere in area le sembianze di un pinguino, deve stare molto attento quando ha il pallone e lo vuole giocare, perché ti spunta da qualche angolo nascosto, un piede, magari teso, ma oggi non ci si fa caso, che non vuole giocare il pallone ma solo contrastare il rinvio e farsi colpire.
Questo oggi è un peccato capitale, senza se e senza ma, il difensore viene punito con cartellino e rigore contro: fino a 10 anni fa era fallo dell’attaccante per gioco pericoloso. Ieri è successo l’inverso, cioè l’attaccante ha anticipato il difensore colpendo pieno il pallone al volo ma calciandolo fuori, però ha nella sua traiettoria colpito anche il piede del difensore che cercava di contrastarlo. Peccato capitale: il difensore non può più contrastare il tiro se non è in netto anticipo, ma deve lasciar calciare l’attaccante che altrimenti nell’inerzia del movimento, automaticamente lo tocca e crolla a terra urlante, mani sul volto. Cosa può fare allora l’arbitro se non assegnare il rigore? Oggi così va.
Sotto all’intervallo e anche se per un episodio, il risultato era legittimo, la Triestina è rientrata in campo con Faggioli al posto dell’ammonito Kosijer abbandonando la difesa a 3 e passando al 4-3-1-2. E’ cambiata l’inerzia della gara, gli alabardati più alti si sono impossessati del centrocampo anche grazie ai suoi interpreti che non erano più straniti e fuori contesto, l’attacco con un interessante Faggioli accanto a Vertainen aveva più peso, anche se almeno dalla tv ho notato che la squadra si stava sbilanciando un po’ troppo, cominciava a mancare la copertura con i due terzini (Tonetto e Anzolin) troppo alti e ogni qual volta la squadra perdeva palla, i rossoneri ripartivano velocissimi in superiorità numerica nelle voragini che si aprivano, mettendo in grosse difficoltà la retroguardia. A questo punto pensavo: è molto più plausibile che arrivi il 2 a 0, piuttosto che la Triestina pareggi. Al 65’ la svolta della partita: Ferro riparte nel vuoto della nostra metàcampo 2 contro 2 e libera Caccavo a 5 metri da Matosevic, l’attaccante appena entrato si mette una mano sugli occhi e spara, per fortuna Matosevic riesce miracolosamente a rinviare. Sul ribaltamento di fronte la Triestina conquista un angolo e nella mischia susseguente, Moretti trova il tap-in e pareggia. Penso: Triestina fortunata, ma da questo momento la Triestina diventa un’altra e diventa padrona del campo, imponendosi intanto a centrocampo dove tutti i componenti sono saliti di tono e anche grazie ai cambi di Marino che lo rinsalda, con l’ingresso di D’Amore e di Kiyine al posto dello stranito Louati e di D’Urso in giornata no.
Bravi gli alabardati a non accontentarsi e ad insistere, ora la partita è nelle loro mani e il vantaggio viene raggiunto al 73’ dopo un’azione sulla sinistra, con pallone lavorato da Kiyine e offerto per il cross ad Anzolin, testa di Vertainen e il gioco è fatto.
A questo punto la Triestina mi è piaciuta nella gestione e nell’atteggiamento, dimostrando che nella prima ora di gioco forse era troppo tesa, ma come potrebbe non esserlo con tutto quello che avviene al di fuori del terreno di gioco, poi scioltasi ha cominciato a palleggiare e Ionita, Jonsson e Kiyine hanno fatto vedere la loro tecnica superiore, mentre i due attaccanti hanno dato una grossa mano.
Questa vittoria ci voleva in questo momento di transizione ed incertezza, darà morale e mi auguro sicurezze; attenzione che pur essendo agli inizi, la meta da raggiungere è di 60 punti se si vuole evitare i play-out e di 50 circa, se si dovesse eventualmente ricorrere agli spareggi, penalizzazione inclusa.
Ad oggi la media dopo 4 gare è sui 48 punti in proiezione 38 partite: bisogna fare di più.
Sulle vicende societarie che sono all’ordine del giorno, non posso esprimere opinioni, perché non ho le certezze che hanno i tifosi del web, che evidentemente ne sanno di più di quanto ne so io, prudentemente voglio aspettare per fare delle valutazioni oggettive, ma sono sempre stato un ottimista per natura e non mi sono mai fasciato la testa prima di rompermela. Il fatto che la nuova proprietà o l’ingresso dei nuovi soci se vogliamo, hanno portato una buona dose di liquidità è indubbio. E’ indubbio che capitali di questa portata non sono consoni in Serie C, il Sole 24 Ore giornale finanziario parla di un colosso mondiale, con il multimiliardario Elon Musk che ha adottato queste criptovalute per le proprie attività. Certo che a Trieste abbiamo tanti esperti in criptovalute che sono dubbiosi nel loro successo anche se sul mercato finanziario da 20 anni, tra l’altro questo genere di gruppi ha quote nella Exor (Juventus) e Oaktree (Inter) e sponsorizza Chelsea e ManUtd: Come dice sempre il Sole 24 Ore (non la Gazzetta di Borgo S. Sergio) è la prima volta che queste società investono in Europa, anche se invece lo hanno fatto nella IV° Serie inglese con il Crawley Town, la storia dell'Alessandria è invece tutt'altra. Possiamo solo aspettare e vedere gli sviluppi, anche se credo sia molto più importante vedere come i capitali disponibili saranno impiegati e chi sarà colui delegato a farlo, perché anche LBK ha investito cifre enormi ma queste purtroppo sono state sperperate. Io opto per l’ottimismo che non costa nulla, ma fa vivere meglio con meno rabbia in corpo.
BRUNO GASPERUTTI






