Triestina-Renate il giorno dopo, Gasperutti: "Squadra che ha un'anima, orgoglio e compattezza"
Una Triestina giudiziosa e generosa trascina anche il pubblico sugli spalti, poco numeroso ma caldo, che dimostra la sua vicinanza a questi ragazzi che onorano la maglia rossoalabardata.
Dopo un primo tempo soporifero che suscitava qualche dubbio, con gli ospiti che davano l’impressione di essere più in partita, ancora una volta la Triestina è uscita dagli spogliatoi con gli occhi da tigre, ha azzannato l’avversario senza più lasciare la preda.
Il primo tempo aveva provocato qualche perplessità pur correndo sul filo di un perfetto equilibrio, nessuna delle due squadre riusciva ad avere il sopravvento sull’altra, anche se il Renate che a Trieste aveva una tradizione favorevole, sembrava avere il pieno controllo della gara.
Nessuna opportunità per la squadra in maglia rossa, poco anche da parte dei lombardi, ma alcuni tiri rimpallati dai difensori e una grossa occasione al 32’, quando Matosevic si è superato con una parata salvifica che ha tenuto in partita la squadra. Se fossimo andati sotto in quella occasione probabilmente parleremmo di altro.
Nella ripresa è scesa in campo un’altra squadra, una versione che piace tanto ai fedelissimi supporters: una squadra determinata, generosa, che getta il cuore oltre l’ostacolo, che non si risparmia ed è stata proprio la squadra ad accendere il tifo che è ritornato a risuonare allo stadio.
Il là che ha acceso le polveri è stato dato da Teoman Gunduz 21 anni, che ha trascinato i compagni con alcune percussioni irresistibili, per me il migliore in campo. Nel primo tempo non era riuscito ad accendere il motore del suo cingolato, in un paio di occasioni aveva anche perso qualche pallone nel suo eccesso giovanile di volerlo giocare anche in situazioni dove bisogna essere più pragmatici. Però quando è riuscito a sprigionare la sua potenza e anche la sua tecnica come nella ripresa, è diventato devastante e dopo averci provato con una percussione e tiro al 48’, che aveva impegnato a terra Nobile nella deviazione in angolo, al 59’ è partito in verticale con una progressione irresistibile, offrendo a Kljajic un cioccolatino che il ragazzino ha finalizzato con un tocco morbido: tutto molto bello.
La Triestina ha poi controllato senza grossi affanni la reazione ospite, unico pericolo tangibile un tiro dal limite di Luiz un po’ troppo libero, che però si è perso alto. Il finale gara è stato poi esaltante ed ha risvegliato l’entusiasmo sugli spalti. 81’ Silvestro che è entrato benissimo al posto di Tonetto uscito acciaccato alla spalla (speriamo non sia nulla di grave), ha conquistato caparbiamente un pallone sulla fascia vincendo due contrasti, è entrato in area servendo all’indietro Ionita che ha tolto la ragnatela dall’incrocio. Gran bel gol e risultato in cassaforte. Ma Gunduz all’86’ è andato a prendersi la meritata “standing ovation” suggellando la sua partita con un gol dove ha messo in luce tutte le sue qualità: ha contrastato un difensore soffiandogli d’astuzia il pallone, partendo poi dalla trequarti verso il portiere. Intelligentemente gli ha tolto ogni possibilità di intervenire al difensore tagliandogli la strada, poi con un tocco sotto vellutato, ha battuto Nobile in uscita. Non poteva esserci suggello migliore per una giornata che ha fatto ritornare il sorriso e la speranza ai fedelissimi tifosi alabardati. Al 93’ poi l’ultimo sussulto, Faggioli si destreggia in area e piomba a terra; l’arbitro concede il rigore, ma giustamente perso per perso, Foschi si gioca la carta dell’FVS. L’arbitro controlla e ritorna sui suoi passi, annullando la sua decisione, non essendo "giustamente" lo sgambetto contemplato come fallo, nel nuovo regolamento in vigore per i Rocchi boys. Poco male, finisce 3 a 0 e la Triestina ritorna in media per raggiungere quei 60 punti necessari a disinnescare una penalizzazione molto pesante.
Negli occhi del tifoso rimane l’esaltante secondo tempo, ma poi analizzando con calma l’intero svolgimento della gara, possiamo dire che anche nella prima frazione la squadra è stata in controllo, pur non avendo forse affondato troppo, stavolta è andata bene, altre volte potrebbe andare anche male, ma questa squadra ha un’anima, ha orgoglio, è compatta e non s’arrende mai e merita il sostegno della sua gente.
Ho fatto una riflessione paragonandola a quella dello scorso anno che fino all’avvento di Tesser, 16° giornata dopo l’incontro casalingo proprio contro il Renate, aveva collezionato 7 punti contro gli 11 di quest’anno ma in 7 gare. Quella era veramente una squadra senza identità, con giocatori arrivati da ogni angolo del globo che sul campo non riuscivano a dialogare un linguaggio calcistico comune, che al primo stormir di fronda si dissolveva. Ben altra tempra ha questa forgiata nelle disgrazie e nel disordine societario, ben assemblata e condotta con perizia da un tecnico emergente che ha ancora tutto da dimostrare, ma che ha avuto l’orgoglio e il coraggio di non abbattersi alle continue mazzate e che è riuscito ad infondere uno spirito, cosa mai banale, al suo gruppo che lo si vede sprizza volontà, si diverte e gioca con convinzione.
Forza Unione, la strada è ancora lunga e continuiamo a non guardare la classifica, oggi non conta perché non è il momento di tirar le somme, ne riparliamo tra 31 partite.
BRUNO GASPERUTTI






