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Ospitaletto-Triestina il giorno dopo, Gasperutti: "Numeri impietosi, trasferte sempre disgraziate"

La Triestina riesce nell’impresa di perdere anche al Corioni di Ospitaletto: è la nona sconfitta in trasferta su 12 gare, la settima con un gol di scarto di cui sei per 1-0; solo tre volte la squadra è passata indenne e sono stati due 0-0 e una vittoria 2-1 a Lumezzane. I numeri sono impietosi e d…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti

La Triestina riesce nell’impresa di perdere anche al Corioni di Ospitaletto: è la nona sconfitta in trasferta su 12 gare, la settima con un gol di scarto di cui sei per 1-0; solo tre volte la squadra è passata indenne e sono stati due 0-0 e una vittoria 2-1 a Lumezzane.

I numeri sono impietosi e dicono tutto di una formazione che in 12 gare ha segnato soltanto 4 gol in trasferta; poi dire che ad ogni partita passa il maggior numero di minuti nella metàcampo avversaria, che ad ogni partita manca un buon numero di occasioni lasciandone all’avversaria molte di meno, è solo un’aggravante per denunciarne i difetti.

A questo quadretto poco idilliaco aggiungiamoci ancora che ben 4 di queste sconfitte sono giunte per dei rigori perlomeno bizzarri, che a noi sicuramente non sono mai stati concessi e al tirar delle somme possiamo concludere: ma come possiamo sperare di salvarci con il fardello di 23 punti in meno di partenza sulle spalle? Conti alla mano sarebbe stato necessario ottenere una media di almeno 1,5 punti a partita, quindi 57 in totale, che sottratti i 23 di handicap avrebbe significato conseguire alla fine 34 punti, quota che ci avrebbe permesso di disputare i play-out probabilmente con due risultati su tre a sfavore.

Ad oggi sperare di salvare la baracca è praticamente impossibile, pur essendo il campionato di quest’anno molto scadente e le ultime due trasferte a Lecco e Ospitaletto ne hanno manifestato ampiamente il livello. Se pensiamo che il Lecco è squadra di primo piano nel girone e che l’Ospitaletto sta lottando per sfuggire ai play-out, ci rendiamo conto del livellamento “molto in basso” del campionato di quest’anno. Intendiamoci sono due oneste squadre di C, che giocano al massimo delle loro possibilità, che hanno dei valori tecnici e morali che esprimono le tipiche formazioni provinciali da sempre presenti nella categoria e simboli di un calcio tutto “pane e salame”, che fa tanto bene al movimento globale, molto di più delle seconde squadre delle grandi, pallide e senza valori di appartenenza. Assistere alla partita del Corioni è stato come rivivere una replica in Tv, di uno dei tanti film di John Wayne, tutto già visto, trama scontata, finale scontato, anche se i “nostri” arrivano in ritardo e non vincono mai, ma come disse Rossella O’Hara a conclusione del celeberrimo “Via col vento”: “domani è un altro giorno”…... almeno noi ci speriamo.

In campo gli arancioblù bresciani in calottina nera, contro i rossoalabardati in calottina bianca: la partita è la solita con l’ottimo approccio della pur rabberciata formazione triestina che tiene bene il campo e sembra dominare. Però i bresciani giocano con pochi fronzoli e non fanno filosofia spicciola, palloni lunghi, cambi di fronte, tanta velocità e cross. Hanno un ottimo portiere, un saggio Panatti in mezzo a guidare i giovani compagni, un veloce e insidioso Messaggi che punta sempre con decisione l’area sul lato sinistro e una punta come Bertoli, che non sarà Ronaldo, ma è una punta di sostanza. Tanto basta per vincere la partita, pur confezionando solo un paio di occasioni da gol e 4-5 tiracci dalla distanza, contro 6-7 palle gol dei triestini e 4-5 tiracci dalla distanza, oltre ad una notevole mole di gioco infruttuoso.

Quello che anche ieri non è mancato alla squadra alabardata, è stata la volontà, la pervicacia di voler ottenere fino all’ultimo istante un risultato positivo e a comprova di ciò, ricordiamo la furiosa mischia in area bresciana al 92’, quando 3 tiri da distanza minima quasi a colpo sicuro, sono stati fortunosamente rimpallati.

Non dobbiamo però cadere nell’errore di invocare sempre la sfortuna o le decisioni arbitrali contrarie; dopo 21 partite con un susseguirsi di circostanze sempre uguali, si è portati a concludere che non possono essere fortuite, occasionali, ma sono delle sentenze senza discussioni.

Ieri pur privi dei due uomini di maggior esperienza a centrocampo, la squadra ha comunque avuto la meglio nella produzione di gioco e di occasioni da rete, quindi certi valori ha dimostrato di averli; la difesa ha retto sufficientemente concedendo poco, ma quel poco è stato sufficiente ai locali che hanno realizzato una bella rete, sfondando a sinistra con un gran scambio Bertoli-Messaggi; irreprensibile Matosevic che ha dato sicurezza al reparto. L’attacco ha sprecato diverse palle-gol, ho notato comunque dei miglioramenti in personalità di Kljajic, che però ha avuto il torto di non concludere adeguatamente con perentorietà un paio di occasioni. Faggioli si è dannato come sempre, ma anche lui ha mancato due ghiotte chanche, di cui una a porta spalancata su un pallone offertagli da Gunduz, che aveva messo fuori causa anche il portiere. Molto attivo D’Urso che però non ha nelle sue corde la conclusione a rete, cosa che invece ha Gunduz, ma purtroppo ieri era indisposto e ha disputato solo uno spezzone di gara.

L’arbitro non ha influito sul risultato, la FVS chiamata da Tesser è la riprova che in terza serie con le riprese improbabili di certi campi, non serve assolutamente a nulla: la caduta di Faggioli a 5 metri dalla rete con l’avversario dietro a lui che non può assolutamente prendere il pallone è sicuramente sospetta, ma le immagini non aiutano e non si può recriminare più di tanto sulle impressioni. Piuttosto due ammonizioni su due contrasti sono state opinabili ma ininfluenti e rappresentano semplicemente il modus interpretativo dei direttori di gara, che questi sono e  dobbiamo farcene una ragione. Un plauso ancora alla squadra che ha comunque onorato la maglia e alla ventina di tifosi che li hanno sostenuti in trasferta, nonostante le delusioni e mortificazioni subite……. “domani è un altro giorno”

BRUNO GASPERUTTI    

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