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Pergolettese-Triestina il giorno dopo, Gasperutti: "Un plauso a Marino per l'inserimento di alcuni giovani futuribili"

Al “Giuseppe Voltini” di Crema è andata in onda l’ennesima esibizione della Triestina edizione trasferta di questa annata, il risultato alla fine è sempre lo stesso: tanto possesso palla, tanto gioco anche se un po’ monocorde, ma con il successo che arride agli avversari. 2 a 0 il risultato, perché…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti (a destra) assieme a Dario Roccavini
Al “Giuseppe Voltini” di Crema è andata in onda l’ennesima esibizione della Triestina edizione trasferta di questa annata, il risultato alla fine è sempre lo stesso: tanto possesso palla, tanto gioco anche se un po’ monocorde, ma con il successo che arride agli avversari. 2 a 0 il risultato, perché i locali in area biancoscudata sono entrati solo un paio di volte e centrando la porta una volta soltanto, l’altra è stata solo un cross deviato, altrimenti il risultato avrebbe forse potuto essere più pesante.
La Pergolettese squadra bisognosa di punti per tirarsi fuori dalle pastoie dei play-out, ha iniziato in modo molto contratto subendo la vivacità iniziale dei biancoscudati, che li hanno sorpresi perforando la difesa soprattutto sulla destra con Vicario. Ma dapprima un fallo non fischiato ha permesso a Corti una incursione pericolosa al 9’, poi nella seconda occasione in cui si sono presentati in area al 19’, è stato sufficiente un cross di Sala per ottenere il massimo risultato, grazie ad una deviazione di Anzolin che ha bucato Matosevic.
Da quel momento c’è stata solo la Triestina fino alla fine del tempo, ma la verve di Vicario si è un po’ spenta e con lui si è appiattita tutta la manovra della squadra che ha cominciato a ruminare calcio. La reazione immediata ha portato solo in due occasioni la Triestina vicino al gol: al 25’ con Faggioli che da due passi ha alzato sopra la traversa in acrobazia, un bellissimo spunto di Ascione e poi al 28’ quando Anzolin ha concluso con un tiro a giro un bel spunto personale, ma il portiere ha respinto in tuffo.
Da quel momento la partita s’è spenta ed è diventata monocorde, forse anche per merito dei locali che bisognosi come sono, hanno chiuso tutte le linee di passaggio, spezzettando la manovra dei biancoscudati che non hanno mai dato l’impressione di poter essere pericolosi in zona gol.
Nella ripresa poi i giallocelesti hanno pensato di dare una scrollata alla partita, ripartendo vogliosi per mettere al sicuro il risultato e ci hanno  impiegato quasi 4’, prima di realizzare il loro obiettivo. 49’ bellissima l’azione di Sala che sulla sinistra supera in tromba 3 difensori e crossa al centro per Corti che fa un velo, ma Tremolada arriva a rimorchio, bucando ancora Matosevic. Primo tiro in porta dei locali e 2 a 0. Game over.
La Triestina è poi mancata di incisività per recuperare la gara e d’altra parte la Pergolettese era molto attenta e coperta, il risultato ce l’aveva in tasca e gli avversari pur con tutto il volume di gioco che svolgevano, facevano solo il solletico, quindi si sentivano in una botte di ferro. Forse un chiodino nella botte ce l’aveva alla fine messo Jonsson, ma allora ecco arrivare l’arbitro con la solita interpretazione fenomenale del regolamento che abbiamo in Italia.                                                                                                 
Correva l’87’ e Okolo sulla sinistra sfondava servendo al centro Vertainen; bel gioco di gambe del finlandese che controllato da 3 avversari riusciva  a calciare a rete. Il pallone s’impennava ma Jonsson al limite dell’area piccola spalle alla porta, con un tocco morbido anticipava il portiere segnando. Tutto bello, azione normale e gol regolare, ma arrivava il controllo Var e quello che sembrava in presa diretta un bel gol, alla moviola diventava un gioco pericoloso. Qui non ci sto più. Il gol aveva una importanza relativa per il risultato, per me, per la classifica della squadra, per tutto quello che volete, ma perché è stato annullato? Il portiere era in palese ritardo e quel pallone non lo avrebbe preso mai, ma bravo lui si è gettato a corpo morto sul giocatore biancoscudato; ovviamente l’ha incocciato tenendosi il poi capo e probabilmente piangendo lacrime dolorose, ma……
Domenica scorsa mi avevano spiegato che l’intervento folle di Corvi sul viso di Loftus-Cheek, che gli aveva frantumato solo la mascella portandogli via 5 denti e che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi per la vita abituale di un uomo, senza nessuna possibilità di prendere il pallone che stava un metro più in alto, era un normale scontro dinamico di gioco!!!! Qui non ci sto più. Ma che calcio è mai questo in cui mi spiegano che il pestone è una condanna capitale, ma che è per salvaguardare l’incolumità dei contendenti!!!! Già ed è per questo che Jonsson è stato poi anche ammonito? Forse perché lui fermo e di spalle non doveva prendere il pallone, ma lasciarlo al portiere che stava arrivando in volo su di lui? Ma che calcio è mai questo?                                                                                                                                                                                               
Mi sono dilungato un po’, ma veramente nemmeno dopo “’a nuttata” non mi è ancora passata la rabbia, per questo episodio ripeto “insignificante” sull’esito finale che è stato legittimo, ma che una volta di più mi ha fatto capire che oggi, bisogna affidarsi nelle mani del “Signore” e pregare, perché a volte non basta la capacità per ottenere risultati. La Triestina per concludere ha fatto la sua solita partita, nulla da eccepire sul suo comportamento dato che i limiti li conosciamo. Voglio fare un plauso a Marino, perché ha approfittato dell’occasione per far fare esperienza e accumulare minuti a diversi giovani che in futuro potrebbero risultare molto utili: a Davis e ad Ascione, sono stati affiancati nella ripresa i vari Okolo, Mullin e Kosijer che tutto sommato si sono ben disimpegnati e non hanno sfigurato accanto ai compagni più esperti, che comunque devono sempre formare una ossatura portante e guidare con voce e con l’esempio i più inesperti ragazzi. “Adda passà ‘a nuttata” ovviamente non abbiamo nulla da chiedere a squadra e staff, se non l’impegno e di onorare i nostri colori decisamente un po’ sbiaditi; abbiamo forse usato troppa candeggina. Vorremmo invece sentire una voce autorevole, magari quella del padrone arrivare d’oltre Oceano, per poter capire quale sarà il nostro futuro prossimo: almeno per prepararci psicologicamente, fateci 'sta grazia.
Infine un commosso pensiero al mio caro amico Dario Roccavini che ci ha lasciati prematuramente, donandoci delle opere sportive che rimarrano indelebili, a testimonianza di un grande appassionato per il quale l’Unione era una gioia e una passione che non è mai morta in lui e che avrebbe esclamato: “Comunque e sempre forza Unione”.

BRUNO GASPERUTTI

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Parole chiave: Trieste