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Triestina-Vicenza il giorno dopo, Gasperutti: "Finalmente finito l'annus horribilis, sensazioni positive per il futuro".

Finalmente è finito questo “annus horribilis” della Triestina, con una mortificazione subita dalla squadra tra le mura amiche, da parte di un Vicenza già fin troppo superiore agli alabardati, ma che per di più fin dal 26’ si è trovato in superiorità numerica. Brutta questa sconfitta che resterà ne…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti

Finalmente è finito questo “annus horribilis” della Triestina, con una mortificazione subita dalla squadra tra le mura amiche, da parte di un Vicenza già fin troppo superiore agli alabardati, ma che per di più fin dal 26’ si è trovato in superiorità numerica.

Brutta questa sconfitta che resterà negli annali della Società, ben poche subite in casa con punteggi così pesanti; ne ricordo una 0-6 ma contro il Milan di Nordahl e Liedholm e in Serie A, un’altra in amichevole 1-10 contro l’Udinese di Lindskog, ma erano tanti anni che non subivamo un punteggio così inconsueto e umiliante.

A far lievitare lo “score” ha però contribuito l’episodio dell’espulsione del nostro difensore di maggior esperienza Silvestri; da lì in poi è stato un tiro al bersaglio, con i vicentini che correttamente non hanno concesso nulla, perché sportivamente parlando è giusto così, ma con i triestini che hanno cercato di salvare l’onore delle armi fino alla fine, correndo e battendosi. Ieri mi sono recato in stadio consapevole di quello che avrei visto, una squadra che veniva al Rocco a festeggiare assieme alla sua entusiasta tifoseria e un’altra che voleva salutare gli sparuti tifosi con una prestazione onorevole sudandosi le magliette, come d’altra parte aveva fatto durante tutta l’annata. Il risultato era l’ultimo dei miei pensieri, volevo vedere una partita di calcio piacevole, giocata sportivamente e senza episodi spiacevoli sia sugli spalti che sul terreno di gioco. Per me valeva più o meno una amichevole estiva pre-campionato come tra una squadra di categoria superiore e la rappresentativa dei villeggianti della Val Brembana. Così non la pensava però il signor Gallo, che sarà un ottimo mister e i risultati parlano per lui, ma che lo sport inteso nel vero senso della parola, non sa cosa sia.

I primi 10’ della partita sono stati ricchi di promesse: avremmo visto una bella partita. 2’ splendida azione in linea dei biancorossi lungo tutta l’asse del campo, conclusa con un cross e un colpo di testa che ha sfiorato il palo lontano. 3’ Morra parte in fuorigioco e batte in uscita Matosevic, ma il gol viene annullato. 5’ Faggioli libera Anzolin davanti alla porta ma il pallone è leggermente lungo e il portiere in uscita anticipa l’alabardato sui suoi piedi. 6’ Vitale coglie il palo. 7’ Faggioli si libera bene al limite e calcia a rete. Se le premesse son queste…..

Il Vicenza è superiore e fa la partita, la Triestina tampona e cerca il contropiede poggiandosi su un Faggioli generosissimo che fa reparto da solo, però è solo questione di tempo, perché gli attaccanti vicentini sono molto insidiosi e vanno dentro in verticale tagliando a fette la difesa alabardata che traballa. 17’ un cross velleitario taglia l’area triestina sorvola l’unico attaccante presente in area e si perderebbe verso la bandierina sorvegliato da un difensore, ma interviene sul secondo palo Matosevic che invece di cercare di controllare il pallone lo allunga verso un vicentino che stava arrivando, questi crossa a mezz’altezza e Morra anticipa tutti da vero rapace d’area e mette in rete.

La partita a questo punto è indirizzata e non si vede proprio come la Triestina possa raddrizzarla, troppo superiori gli ospiti che manovrano da grande squadra giustificando una classifica esplicativa che li vede capolista con 20 punti di vantaggio sui secondi, mentre la Triestina è ultima derelitta e nulla ha più da chiedere al campionato. L’unico che non ha capito che si sta giocando un’amichevole precampionato estiva, tra la sua squadra e una compagine di villeggianti in vacanza, è il sig. Gallo. 26’ punizione a favore della Triestina sul vertice dell’area grande, tutti salgono e arriva Matosevic a battere; ci si aspetta il lancio lungo del portiere ben dotato di calcio, invece tocca il pallone a due passi ad un compagno che pressato glielo restituisce, lui calcia frettolosamente e serve Capello liberissimo a qualche metro dall’area di rigore che con la porta sguarnita controlla il pallone per calciare. Arriva Silvestri che fa fallo e gli impedisce il tiro mentre sulla riga di porta è rinvenuto un difensore e anche Matosevic si sta affrettando a rientrare tra i pali. Siamo fuori area e l’arbitro tira fuori il cartellino giallo.

Intanto commentiamo l’azione: più volte ho osservato portiere e difensori calciare punizioni battendole frettolosamente corte, cosa che non produce nulla di positivo, ma che invece possono provocare delle situazioni che alla fine ti si ritorcono contro. Forse non ci rendiamo conto di essere in terza serie e che l’abilità dei giocatori è direttamente proporzionale alla categoria in cui militano; queste che vengono chiamate ripartenze dal basso, lasciamole fare ai grandi club e già loro in certi casi le pagano a caro prezzo, credo che Guardiola e i vari maestri che lo imitano stiano facendo dei danni, il calcio è bello ma è anche semplice e ha delle regole che bisogna rispettare: se io faccio correre un mulo con un purosangue, non posso pretendere che ad armi pari vinca.

Ritorno all’episodio che l’arbitro ha interpretato con un’ammonizione a Silvestri; io penso che ci fossero gli estremi per un cartellino rosso, ma da allenatore mai e poi mai in una amichevole estiva contro i villeggianti della Val Brembana, avrei richiamato il Var per chiedere l’espulsione dell’avversario. Io il calcio lo vedo in maniera diversa, per me resta uno sport e un minimo di sportività ci deve pur sempre essere, fermo restando che ci possono essere degli interessi di opportunità, di classifica, pecuniari, che ti fanno eludere anche giustificatamente a certe regole. Ieri non c’era nessuna di queste situazioni, la partita non contava nulla, il Vicenza il suo campionato l’aveva già vinto da settimane, il risultato era più che indirizzato, l’arbitro aveva interpretato l’episodio come l’aveva visto lui dal campo e quindi ritengo che l’intervento del sig. Gallo, sia quanto di più antisportivo ci possa essere. Penso poi a coloro che hanno tirato fuori ben 22 euro per vedere 25’ di partita e poi assistere ad un tiro al piccione senza senso per il prosieguo. Il Vicenza poi di gol ne ha fatti 6 e avrebbe segnato anche un 7° annullato per un mani e anche in questo frangente il sig. Gallo si è agitato tantissimo davanti a noi, chiedendo a tutti i collaboratori di rivedere l’azione e interpellando i giocatori in campo se effettivamente ci fosse stato il fallo di mano. Diamine come potevano annullare il 7 a 1: era un’ingiustizia!!                                                                       

Il campionato è “finalmente” finito, cerchiamo di scrutare e interpretare le stelle, tanti sono i sussurri, pochi i fatti concreti, ma qualcosa si sta muovendo e la Società sta lavorando per sistemare i disastri commessi negli ultimi anni. Fatto concreto è che ha pagato le ultime scadenze federali, tirando fuori parecchi denari e non vedo il motivo se l’hanno fatto, perché dovrebbero lasciare le cose a metà. Qui si tratta in primo luogo di organizzare una Società partendo quasi da zero; l’organico dei giocatori è praticamente azzerato, salvo la possibilità di mettere sotto contratto qualcuno dei senatori che da domani sono liberi. Qui si tratta di formare una squadra ex-novo, con un allenatore nuovo, con un settore giovanile almeno di prospettiva che negli anni dia qualche frutto. Non è un compito facile, ci vuole tempo e per quanto riguarda il prossimo anno, personalmente non prevedo si possa fare un campionato esaltante con un ritorno immediato tra i professionisti. Obiettivamente dobbiamo pensare che ci sono delle realtà nel Veneto che sono ben più avanti di noi che ancora siamo a zero. Ci sono squadre già pronte, organizzate che con poche correzioni possono essere già competitive e se azzeccano i giusti ritocchi saran dolori. Però tutto può succedere, anche che siamo proprio noi quelli che azzeccano le mosse giuste e che troviamo i giocatori adatti per vincere la categoria.

Intanto però le ultime vicende hanno creato un profondo scollamento tra la tifoseria e sarà ben difficile rattoppare le falle create da troppi anni di cattiva amministrazione; poi il masochismo e il disfattismo dei triestini è una costante con la quale bisogna sempre fare i conti. Intanto la stagione è finita e dopo il buio di una lunga notte che più nera non poteva essere, logica vuole che non si possa che migliorare e per quest’anno accontentiamoci di questo auspicio e di ritornare fra pochi mesi con prospettive ben diverse e risorgere in un’alba chiara.

BRUNO GASPERUTTI

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Parole chiave: Trieste
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