Il ruggito dell'Etna: nuova intensa attività esplosiva scuote il cratere Voragine
Il gigante buono della Sicilia ha ripreso a farsi sentire con prepotenza, regalando uno spettacolo di fuoco e potenza che tiene con il fiato sospeso l'intera area vulcanica. Nelle ultime ore, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania ha registrato una repentina e violenta impennata dell'attività eruttiva proprio dal cratere Vorag…
| Denis Locoselli | Italia&Mondo

Il gigante buono della Sicilia ha ripreso a farsi sentire con prepotenza, regalando uno spettacolo di fuoco e potenza che tiene con il fiato sospeso l'intera area vulcanica. Nelle ultime ore, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania ha registrato una repentina e violenta impennata dell'attività eruttiva proprio dal cratere Voragine, uno dei punti sommitali più caldi del vulcano. Il tremore interno, che misura l'energia del magma in risalita nei condotti, è schizzato verso l'alto posizionandosi su livelli critici, segno evidente che la pressione sotterranea non accenna a diminuire.
La situazione è in rapidissima evoluzione e si inserisce in un quadro di forte dinamismo che va avanti ormai da settimane. Attualmente sono ben tre le bocche attive che spingono materiale incandescente a circa tremila metri di quota, alimentando spettacolari esplosioni stromboliane e boati profondi, distintamente avvertiti dai residenti dei comuni pedemontani. Questa imponente spinta d'energia ha trovato uno sfogo anche più in basso, nella Valle del Leone, dove si è aperta una bocca effusiva. Da qui è partito un braccio lavico ben alimentato che si sta riversando nella desertica Valle del Bove, superando la zona di Monte Simone senza fortunatamente minacciare i centri abitati.
Il vero problema per la popolazione e per i collegamenti resta, come sempre, la nube di cenere e lapilli sollevata dalle fontane di lava. Il vento disperde i detriti vulcanici su ampi settori, coprendo strade, tetti e coltivazioni, e costringendo le autorità a monitorare minuto per minuto la visibilità e la sicurezza delle piste dell'aeroporto di Catania Fontanarossa, che in queste situazioni rischia sempre lo stop operativo. Al momento l'allerta per il volo resta elevata, mentre la Protezione Civile e i sindaci della zona invitano alla massima prudenza, confermando il divieto di accesso alle aree sommitali per garantire l'incolumità di scienziati e visitatori di fronte a un vulcano che si conferma, ancora una volta, vivo e imprevedibile.








