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Alla Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich sold out per il secondo evento collaterale della mostra Histri in Istria – Histri u Istri

Nuovamente tutta esaurita la Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich per il secondo evento collaterale della mostra Histri in Istria – Histri u Istri allestita al Museo d'antichità “J. J. Winckelmann“ a Trieste, realizzata dalla Comunità Croata di Trieste/Hrvatska Zajednica u Trstu insieme al Museo Archeologico dell'Istria/Arheološki Muz...
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Nuovamente tutta esaurita la Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich per il secondo evento collaterale della mostra Histri in Istria – Histri u Istri allestita al Museo d'antichità “J. J. Winckelmann“ a Trieste, realizzata dalla Comunità Croata di Trieste/Hrvatska Zajednica u Trstu insieme al Museo Archeologico dell'Istria/Arheološki Muzej Istre u Puli, in coorganizzazione con il Comune di Trieste.
Dedicata a “Gli Histri e i loro contemporanei”, la conferenza è stata tenuta dalla curatrice della mostra, Martina Blečić Kavur, professoressa di storia presso l’Università del Litorale di Capodistria, che nel suo intervento, corredato da fotografie, ha introdotto i tanti presenti nel contesto regionale delle culture dell'Adriatico settentrionale, in particolare degli Histri della zona del Quarnero e il suo retroterra, e la loro inclusione nelle differenti reti di comunicazione e interazioni strutturate, soprattutto con le civiltà italiche e mediterranee, come contributo alla connessione universale delle società del periodo.

“Durante la conferenza” – ha affermato Martina Blečić Kavur alla presenza anche del Direttore del Museo Archeologico dell’Istria Darko Komšo - “ho avuto l’occasione di illustrare e far conoscere meglio il valore degli straordinari manufatti degli abitanti dell’Istria nell’età del Ferro. Gli Histri sono stati attori, moderni e sovrani, in quest'ultima parte di Europa preistorica. Non erano un popolo isolato, ma influenzati da circostanze locali e dai contatti globali con molti altri contemporanei, pur operando nel proprio ambito locale”.
A margine della conferenza, Marzia Vidulli Torlo, conservatrice del Museo Winckelmann ha sottolineato che "ciò che è emerso chiaramente

durante la preparazione di questa mostra e delle conferenze collegate, è che quando sono stati effettuati gli scavi eravamo tutti sotto l'Austria-Ungheria, eravamo tutti uniti: gli scavi venivano fatti dai direttori del museo di Trieste con i materiali usati per creare il Museo di Pola. Poi la storia ci ha diviso, ma grazie a questa mostra e a queste collaborazioni torniamo a fare le cose insieme”.


La prossima conferenza si terrà martedì 20 febbraio, alle ore 17.30, sempre a Palazzo Gopcevich, relatore Paolo Paronuzzi, docente dell’Università degli Studi di Udine, che parlerà de “Le sculture preromane di Nesazio”.
La mostra al Museo d'antichità “J. J. Winckelmann“ in piazza della Cattedrale 1  è aperta al pubblico fino al 1 aprile 2024, da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.00).
Sono state programmate due visite guidate nelle domeniche del 4 e 18 febbraio alle ore 11:00, con ingresso gratuito, ma con un limite massimo di 15 partecipanti, a cura del conservatore Marzia Vidulli.

Parole chiave: Trieste