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Triestina-Benevento 1-1, l'approfondimento di Bruno Gasperutti: "Persa una grande occasione, Bordin non ha letto bene la gara"

Peccato veramente, con un secondo tempo timido e troppo remissivo la Triestina spreca la grossa occasione di presentarsi al match di ritorno in una posizione di vantaggio; ora bisognerà vincere e non sarà facile. Bordin in partenza ha fatto delle scelte di formazione che hanno un po’ sorpreso, q...
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti a fine gara

Peccato veramente, con un secondo tempo timido e troppo remissivo la Triestina spreca la grossa occasione di presentarsi al match di ritorno in una posizione di vantaggio; ora bisognerà vincere e non sarà facile.

Bordin in partenza ha fatto delle scelte di formazione che hanno un po’ sorpreso, quattro elementi nuovi rispetto alla gara contro la Giana, ma devo dire dopo le perplessità iniziali, che la squadra ha giocato un primo tempo di alta qualità, il migliore visto al Rocco in questa stagione.

Una gran bella Triestina, aggressiva, che non ha lasciato spazio ad un Benevento veloce nelle ripartenze, che quando ha avuto la possibilità di attaccare ha anche fatto vedere di poter essere potenzialmente pericoloso, perché in possesso di ottime qualità.

Il risultato alla fine del tempo era financo bugiardo, ma la partita era ancora aperta. Poi la ripresa e questo è stato purtroppo un film già visto qualche giorno prima. Ma perché? Perché quel passo indietro e il bisogno di controllare l’avversario e il risultato risicato, quanto non ce n’era la necessità; la squadra stava giocando bene, il Benevento al di là delle sue potenzialità tecniche non aveva avuto l’opportunità di mettere in difficoltà l’Unione, ma perché allora quell’atteggiamento così remissivo e arrendevole?

La Triestina in questa stagione non ha mai dimostrato di avere una difesa ferrea, di quelle che non fa passare un ago, che ti metti là e il risultato è in cassaforte. Qualche incertezza l’ha sempre avuta, ma allora perché concedere tanto campo arretrando le linee e consegnando completamente l’inerzia del gioco all’avversario, che ovviamente se l’è presa tutta?

Forse qualche elemento importante aveva già speso tutta la sua riserva di energia? Potrebbe anche essere, ma allora visto che la tattica di gara sembrava essere stata pienamente azzeccata, si poteva sostituire i giocatori boccheggianti con altri di buona qualità presenti in panchina, ma non cambiare atteggiamento.

Un vero peccato, perché poi alla fine possiamo dire di aver assistito ad una bella partita, molto veloce e ben giocata e purtroppo dobbiamo dire che il risultato finale è giusto, ma a noi resta il retrogusto amaro di quello che avrebbe potuto essere e che non è stato.

Finalmente in campo D’Urso, che con Correia e Vallocchia, ma anche con la qualità di Minesso che sulla trequarti quando ha compagni con cui fraseggiare è uno che il piede ce l’ha, formano un centrocampo di qualità che poche squadre in C possono vantare. Redan davanti se non è lasciato solo soletto, ma viene appoggiato da vicino e messo in condizione di giocare palloni puliti a terra e non gestire palloni sparacchiati in avanti, è uno che è pericoloso per i suoi guizzi.

L’unico appunto nel primo tempo che mi sento di fare agli alabardati, sta nel fatto che qualche volta Correia abbandona la sua posizione per salire a pressare troppo alto senza aver copertura alle spalle e se l’avversario conquista palla, trova la squadra molto sbilanciata con ampio spazio in mezzo e anche il Benevento stasera ha fatto nella prima frazione un paio di break importanti e pericolosi.

Però la difesa in queste circostanze è stata accorta chiudendo lo spazio centrale e lasciando ai pericolosi Pinato, Improta e Talia solo l’opportunità di sparare dalla distanza senza rendersi particolarmente pericolosi.

La ripresa purtroppo è stata di sofferenza; Vallocchia, D’Urso e Minesso hanno fatto un passo indietro, gli esterni si sono limitati al controllo della loro zona, con il risultato di lasciare il povero Redan a ballare tra tre difensori, che lo fermavano facilmente nelle velleitarie presunte ripartenze e potevano impostare incontrastati, palloni puliti da rigiocare in avanti. Come già più volte affermato, ribadisco che se lasci l’avversario arrivare incontrastato sulla tua trequarti è poi sempre più agevole per lui trovare la giocata importante, la punizione pericolosa, l’imbucata giusta per farti male. Con il baricentro più basso la Triestina non è più riuscita a ripartire, non riuscivano più i fraseggi in uscita per trovare sfogo e appoggiare la punta, anche perché gli spazi ovviamente erano ristretti per il pressing avversario ed era venuto a mancare l’ossigeno in qualcuno.

E veniamo ai cambi. Sfortuna vuole che se ne sprechi uno per l’infortunio del portiere, ma i cambi di Ballarini per D’Urso e El Azrak per Minesso, non cambia assolutamente l’inerzia della partita che era a quel punto in mano al Benevento, non sono cambi coraggiosi, sono cambi conservativi e se ….. arrivasse sfortunatamente il pareggio, cosa si potrebbe fare per riprendere in mano la gara? E’ quello che puntualmente è successo e nulla si è potuto fare, solo rassegnarsi e sperare che i campani non riuscissero a ribaltare il risultato che era l’opzione a quel punto più probabile.

Bordin ha sorpreso per la formazione iniziale, è stato bravo e l’ha azzeccata; purtroppo “mia opinione” non ha letto bene poi la gara. Parliamo sempre con il senno di poi ed è la cosa più facile, ma anche contestualmente devo dire che qualcosa di diverso poteva essere fatto, per alleggerire quell’aria di pesantezza che aleggiava nella ripresa nello stadio.

Ora si va in Campania, non tutto è perduto ma l’atteggiamento dovrà essere diverso, se giochiamo attendendo il Benevento sulla nostra trequarti, la vedo dura e prevedo un’altra gara di sofferenza come la ripresa di quest'ultima.

Ragazzi bisogna vincere, il pareggio conservativo non è sufficiente; è una gara da dentro o fuori. Coraggio, spendiamo tutte le energie fin dall’inizio finchè ne abbiamo, poi ci sono sempre cinque cambi per dare nuovo vigore all’azione, la Triestina di quest’anno è squadra sufficientemente completa e in grado di avere in panchina dei cambi qualitativi a cui affidarsi in caso di bisogno.

Cerchiamo di essere propositivi e ottimisti, anche come tifoseria, che purtroppo vedo essere sempre un po’ troppo disfattista; anche come numero i 5.000 di questi due play-off, a mio avviso sono un po’ pochetti per una città come Trieste che a parole spacca sempre il mondo, ma che poi si arrende al pessimismo cosmico che che come un tarlo sembra essersi insinuato dentro di noi.

Ho l’impressione che siamo diventati un popolo di vincenti, sempre pronti a salire sul carro del vincitore, ma poco disposti ad accompagnarlo nella difficile conquista, questo ovviamente non va riferito a quello zoccolo duro di 5.000 tifosi che sono disposti a qualsiasi sacrificio per la loro squadra, a loro va solamente fatto un plauso. FORZA UNIONE comunque e sempre.

BRUNO GASPERUTTI

Parole chiave: Trieste