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Belgrado espelle il giornalista Moratti: «Ritorsione per aver documentato violenze sulla stampa»

Le autorità serbe hanno negato il rinnovo del permesso di soggiorno al corrispondente Moratti, che ha ora 15 giorni per lasciare il Paese e non potrà più farvi rientro. Secondo le ricostruzioni disponibili, l'espulsione sarebbe una risposta diretta al lavoro giornalistico dell'inviato.
 |  Denis Locoselli  |  Italia&Mondo
Belgrado espelle il giornalista Moratti: «Ritorsione per aver documentato violenze sulla stampa»

Le autorità serbe hanno negato il rinnovo del permesso di soggiorno al corrispondente Moratti, che ha ora 15 giorni per lasciare il Paese e non potrà più farvi rientro. Secondo le ricostruzioni disponibili, l'espulsione sarebbe una risposta diretta al lavoro giornalistico dell'inviato.

BELGRADO – Un giornalista italiano corrispondente da Belgrado, identificato come Moratti, è stato di fatto espulso dalla Serbia: le autorità locali hanno respinto la sua richiesta di permesso di soggiorno, concedendogli 15 giorni di tempo per abbandonare il territorio nazionale. Il provvedimento prevede inoltre il divieto di reingresso nel Paese.

La notizia, rilanciata dalla testata TriestePrima, solleva interrogativi seri sullo stato della libertà di stampa in Serbia, Paese candidato all'adesione all'Unione Europea. Secondo quanto riportato, la decisione delle autorità di Belgrado sarebbe riconducibile all'attività giornalistica di Moratti, che avrebbe documentato episodi di violenza nei confronti di giornalisti.

Non è la prima volta che la Serbia finisce nel mirino delle organizzazioni internazionali a difesa della libertà di stampa. Reporters Sans Frontières e Reporters Without Borders collocano regolarmente il Paese in posizioni critiche nei loro indici annuali, segnalando pressioni sistematiche sui media indipendenti e sui corrispondenti stranieri. Il governo non ha, al momento, rilasciato dichiarazioni pubbliche ufficiali sul caso Moratti.

L'utilizzo del diniego del permesso di soggiorno come strumento per allontanare giornalisti scomodi è una pratica già osservata in altri contesti nell'area balcanica e nell'Europa orientale. Nel caso specifico, il mancato rinnovo del titolo di soggiorno consente alle autorità di agire senza dover formalizzare un'espulsione diretta, rendendo più difficile contestare la misura nelle sedi legali internazionali.

Il caso Moratti arriva in un momento delicato per le relazioni tra Belgrado e Bruxelles: i negoziati di adesione della Serbia all'UE sono formalmente aperti, ma procedono a rilento anche a causa di rilievi sul rispetto dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali, tra cui quella di stampa. La Commissione Europea monitora annualmente questi parametri nei rapporti di avanzamento.

Al momento non è stato possibile raccogliere una dichiarazione diretta del giornalista Moratti né della sua testata.

Fonte: TriestePrima
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